La tentazione è grande.
Non che non ce ne fosse anche prima, come fa notare Miguel Martinez in questo splendido pezzo: non esistono - infatti - grandi differenze tra l’approccio compagno e quello camerata ai quesiti politici, culturali, sociali ed economici che le minoranze etniche e religiose pongono al paese.
Per i camerati i negri [rom, musulmani, ebrei, gay, accattoni, ecc. ecc.] puzzano tout court. Per i compagni hanno un odore vagamente sconcertante. Ma la sostanza politica è sempre la stessa.
Non so voi, ma io ho l’esatta percezione di trovarmi in guerra.
Certo, esistono guerre e guerre. Esistono guerre di tensione, esistono guerre guerreggiate, esistono guerre monetarie e - da qualche tempo a questa parte - le guerre umanitarie sono molto gettonate.
Ma ne esistono anche di altro tipo.
Esistono nazioni e popoli che si possono permettere armi sofisticate create dall’uomo, mentre altri si devono arrangiare con le umili e nobili armi donate da Allah.
Io oggi voglio parlare di una guerra, molto meno percepita come tale come invece le altre.
Ed è la guerra dei corpi.
Quella che mette in totale crisi le “democrazie occidentali”, i loro "teorici" e i loro abitanti. Una guerra non dichiarata, spontanea e di massa, combattutta da "soldati" macilenti con il loro mero respirare.
Perché di corpi ce ne sono molti, moltissimi. E di "democrazie occidentali" ce ne sono poche, pochissime.
Ogni corpo che approda sulle nostre coste - e finisce a badare un nostro vecchio, crescere un nostro figlio, costruire una nostra casa, raccogliere la verdura che ci troviamo nel piatto o assistere i nostri medici come infermiere seppur laureato in medicina - è un missile intelligente che colpisce gangli vitali della struttura di potere. Perché pone questioni a chi governa (ma anche a chi è all’opposizione), questioni esplosive [a volte letteralmente], difficili da risolvere: questioni culturali, questioni sociali, questioni economiche e questioni politiche.
E una struttura di potere che si basa sul consenso delle masse [quelle proprie, per motivi elettorali e quelle altrui per motivi di prestigio internazionale], anche contando su stampa e televisione, non si può permettere di speronare delle carrette del mare, uccidendo centinaia di profughi - politici o economici, per noi marxisti la differenza non esiste - o aprire campi di concentramento per le minoranze etniche o ancora negare ad una minoranza religiosa il diritto di pregare.
Cioè, queste cose le fa tutte, ma si tratta sempre di "incidenti" o di "sicurezza" oppure di "reciprocità".
Questi corpi interrogano tutti noi sul tipo di “democrazia” di cui vogliamo fare parte. E a queste domande, ad oggi, si è data una risposta di regola repressiva e comunque emergenziale [da destra, con il pacchetto sicurezza, per esempio]. Oppure pietista o utilitarista [da sinistra, con il concetto che "vengono qui a fare i lavori che gli italiani rifiutano"].
I corpi che approdano sulle nostre coste, pongono questioni dirimenti sul tipo di democrazia di cui vogliamo fare parte. Del tipo di società di cui questi corpi, compresi il mio e il vostro, siamo entrati - volenti o nolenti, chi per nascita chi per scelta, chi per necessità - a fare parte.
“Questo corpo” si pone le medesime questioni. E me le pongo perché è giusto che così sia.
E una di queste questioni la giro a Miguel. Oddio, la girerei anche ad altri, ma so che sono talmente attaccati ai loro "accessi blog" che tacerebbero.
Perché lui sostiene che destra e sinistra siano categorie che non esistono [o che ormai non servono] più, oppure che queste categorie siano funzionali al mantenimento e consolidamento della struttura di potere imperialista, e - quindi, secondo Miguel, e liberamente interpreto - per quale balzano motivo dovremmo fissare un limite alla qualità delle alleanze che si stringono per le battaglie che si conducono?
Io sono generalmente contraria al marketing della paura.
Così come mi sembra infame che Israele sia riuscita a sovrapporre i concetti/persone di “israeliano” ed “ebreo”, mi sembra altrettanto volgare e repellente che un gruppetto di gruppettari spuri - impresentabili e imbecilli - vogliano intrupparmi in una cosa che non mi pare abbia nulla a che fare con me, con la mia storia, con la mia gente.
Ed è sul marketing della paura che questa struttura di potere, che ogni struttura di potere, basa la sua presa "democratica" su qualsiasi popolaccio, sia questo nero, bianco, giallo o bruno. Paura dell'altro e paura di dire ciò che si pensa.
A me gli ebrei non fanno né caldo né freddo. Se devo mandarne a cagare uno o una truppa, lo faccio tranquillamente senza cercare eufemismi che mi mettano al riparo dalla solita vecchia accusa di antisemitismo. Franckly, I don't give a shit about it.
Non sento il bisogno di combattere gli ebrei [e nemmeno gli israeliani] in quanto tali, se non quelli che, insieme a certi arabi, socialdemocratici, evangelici, negri, antimperialisti, musulmani, donne, comunisti, anziani, gay, cattolici, fascisti, buddisti, ecc., si avvalgono di mezzi a cui le “persone normali” - mi riferisco a quelle che schiattano di fame, che muoiono alle nostre frontiere, o defungono di inedia sociopolitica nelle nostre favolistiche democrazie - non hanno alcun genere di chiave che consenta anche a loro [se non una morte cruenta per se stessi, e a volte anche per altri] di controllare la struttura di potere che fa del male a tutti noi, al fine di trarne un vantaggio personale o corporativo.
Non mi serve vantare "amici fintoebrei" per scrivere ciò che scrivo, quando lo scrivo, sul sionismo, sul razzismo in Israele, sul colonialismo omicida nei territori illegalmente occupati. Lo scrivo perché lo penso e sono libera di farlo. Almeno per il momento.
Io non sono un partito, non ho bisogno di assicurarmi consensi, e francamente non mi va di succhiarlo al popolaccio, che è per definizione puzzone, ha i funghi ed è tutto sudato. Soprattutto quando il popolaccio è di destra su tutto eccetto che sulla Palestina, e solo perché si tratta di dare addosso ai perfidi giudei.
Non me ne frega un cazzo del popolaccio. Non me ne frega un cazzo di avere il consenso di un branco di “firmatari professionisti” alle iniziative a cui partecipo o che promuovo, non me ne frega un cazzo di coprirmi le spalle, perché lo so che verrò “uccisa” così: con un colpo alla schiena. E non lo considero un problema.
Io sono e mi sento un’avanguardia. E come tale mi comporto.
Miguel, anche io sono disponibile a discutere della Palestina, esattamente come dici tu. Ma non credo che il nostro approccio sia lo stesso; o almeno, su questa "cosa" potrebbe non esserlo più.
Non metto in dubbio la tua passione e il tuo attaccamento ai diritti delle persone umane, di ogni parte in causa, in questa “causa”. Sono convinta che tu ci tenga molto più di me [come ben sai le mie priorità sono altre e tutte molto più contingenti]. Per me sei amico, fratello e maestro.
Così come metto - invece - in dubbio l’attaccamento alla “causa della Palestina Libera” di persone che so benissimo troverei dall’altra parte della barricata quando si tratta di difendere i diritti della mia gente. Della nostra gente. Persone che si chiedono se prima di incendiare le baracche dei Rom, gli incendiari si siano accertati che non vi fosse qualche neonato all’interno. Perché? I Rom adulti possono essere cremati in vita?
La questione è che io sono sicura di non voler perdere la mia vita dietro ad un branco di cretini che appena mi giro per parare un colpo mi mollano facendo finta di essere ancora al mio fianco ma “defilati” per motivi di opportunità personale.
La mia [e solo mia per carità, non intendo appiopparla a nessuno] Palestina Libera [e spero Palestina Rossa e non religiosa, per Dio] non passa attraverso la demonizzazione di un popolo, dell'altro: è diretta contro un certo tipo di governo e contro chi lo sostiene a livello internazionale. Non mi sento a mio agio con chi mi spedisce 800mila mail al giorno per dirmi quanto malvagi siano i perfidi giudei.
Mi piace di più duellare cavallerescamente [cioé parlare, mandare e farmi mandare gentilmente a cagare, molto spesso] con MMax o con Rosalù, [a cui va la mia completa solidarietà di donna e di musulmana per il vomito che la Meretrix ha scritto su di lei] piuttosto che chiudermi in un recinto con soggetti ringhianti a senso unico, per un unico motivo.
So di essere una stronza, figurati se non lo so, convivo con me da anni e non mi sto nemmeno simpatica. Ma sono una stronza leale.
E la slealtà di una battaglia condotta con persone che se potessero mi accopperebbero perché sono - a libera scelta - albanese, lesbica, rom, negra, accattona, rumena, bisex, occupante, musulmana, donna incinta e in procinto di abortire, scioperante, o sarkazzo cosa, mi appare molto ma molto chiara.
Io voglio sapere chi mi sta a fianco. E non solo perché di quella persona devo fidarmi, perché in definitiva affido nelle sue mani (testa, cuore, tastiera, quello che è…) la vita delle mie future generazioni [ne avrei un paio, sai…].
Mi piacerebbe saperlo, perché con quella persona, con quelle persone, vorrei avere in comune argomenti che non siano solo il complotto pippo-pluto-giudaico-massonico.
Perché gli stessi che si sbracciano per la Palestina, i “nostri” cosiddetti "alleati", sono quelli che vorrebbero vedere cannoneggiati i gommoni o i container che portano qui palestinesi, kosovari, rom, iracheni, afghani, sudanesi, ma giusto perché vengono qui a rubarci il lavoro, la casa, le donne. Perché ritengono giusto battersi per loro fino a quando sono lontani - una specie di affidamento a distanza - ma quando arrivano qui, allora la cosa cambia.
E lo sai anche tu.
Per questo dico che non mi va di occuparmi dell’esistente.
Adesso è il momento di riflettere, è il momento di non stare alla finestra a guardare ciò che succede, tanto lo sappiamo benissimo quello che sta succedendo. L'abbiamo visto succedere per anni.
Ora è il momento di chiuderci nelle nostre stanze a pensare ed elaborare e costruire.
Non mi va di sdoganare ebeti politici, fascisti d'accatto conclamati e inutili idioti. Che vuoi che ti dica, questa forse è una mia perversione.
Non mi fido delle ossessioni. E i "tuoi" alleati sono ossessivi a senso unico.
E siccome io sono - invece - un’ossessiva compulsiva a tutto campo, permetterai - ancora - che non mi mescoli a chi è meno di me?
Dacia Valent

ir-realpolitik
il tuo post
Dugin
vedi sopra
Sorry Dacia, non avevo visto che hai attinto dal blog di Mmax ... figuriamoci se mo' pure un Ebreo fa taqiya ;-))))
by David-Ritvanarium
Dacia, please rispondi e sinceramente:
Il razzismo e la politica