In questi giorni si susseguono le riunioni della rete antirazzista nazionale, ci si scambiano tonnellate di kb di mail e si consumano crediti di cellulari che pagherebbero il debito estero di una piccola nazione, per raccordarci sulle azioni da intraprendere contro il “pacchetto sicurezza”.
Posso dire una cosa?
Partecipo volentieri, mi pare che molti tra noi stiano partecipando da oltre 20 anni, facendosi anche un mazzo così, e ormai non ci crediamo più molto.
Perché qualcuno dovrebbe indicarci quale è la vera differenza tra la gestione Amato e quella Maroni del Ministero dell’Interno e ancora di più quel qualcuno dovrebbe spiegarci l’inspiegabile silenzio - salvo qualche eccezione rimarchevole - del movimento durante la gestione Prodi dei diritti civili e umani delle minoranze etniche e religiose.
E dire che non si chiedeva molto, si chiedeva al governo di “centrosinistra” di fare quello che sta facendo il governo di estrema destra: cambiare lo stato e le istituzioni.
Forse era il centrosinistra sbagliato.
O forse abbiamo a che fare con una strana genia di politici, che badano più al consenso popolano che al bene della popolazione.
La sapete la cosa più atroce? Che le norme contenute nel “pacchetto insicurezza”, approvate da un Senato che è stato consegnato dall’incuria dei compagni alla destra più violenta, fascista e razzista, rendono felici gli italiani.
Tanto felici.
Sono felici di vedere militari pattugliare/marciare per le strade delle grandi città, umiliando le minoranze etniche - perché quello è il loro ruolo nella tragedia italiana - come oggi fanno le polizie del nostro paese;
sono felici della norma che toglie la potestà genitoriale ai Rom e Sinti mendici, senza pensare che vi sono assassini che hanno mantenuto e mantengono tuttora la potestà sui loro figli;
sono felici si sentirsi dire dai loro ministri che ai bambini Rom e Sinti verranno prese le impronte digitali, saranno schedati come criminali solo perché appartenenti ad un’altra “razza”, probabilmente considerata inferiore;
sono felici del doppio binario della giustizia, che di fatto separa gli uni dagli altri, sancendo il principio secondo cui la legge non è uguale per tutti, aggravando i reati in base all’etnia di appartenenza;
sono felici di sapere che centinaia di migliaia di persone rimarranno senza una casa, perché li vogliamo a lavorare nei nostri mercati e nelle nostre campagne, ma vorremmo anche che fossero subumani "usa e getta" e che non si intestardissero nel volere avere un letto in cui dormire e un comodino su cui appoggiare le foto dei loro figli lontani;
sono felici che questo paese riconosca alle minoranze etniche - finalmente ufficialmente e a livello normativo - il ruolo di servi, il ruolo di schiavi.
Provate a spiegare a questi molti, felici molti, che non basta essere “elettori” - un sinonimo, ormai, per indicare il cliente di prostitute politiche di sinistra e di destra - per essere al sicuro.
Provate a spiegare a questo popolaccio che sfiora l’idiozia e non più la più perdonabile ignoranza, che noi neri, rom, gay, musulmani, ebrei, donne, ecco, si, provate a spiegare a questi miserabili felici che noi "diversi" siamo la palestra su cui la struttura di potere si fa i muscoli per colpire chiunque un giorno dica di NO.
Provate a dire loro che esiste un semplice principio che andrebbe rispettato e promosso: agli elettori vanno garantiti i loro diritti, ma nulla di più, a tutti gli altri, gli stessi diritti, e nulla di meno.
Provate a dire loro che questo paese si è trasformato, in pochi mesi, nella replica edulcorata da un sapeinte lavoro mediatico del più becero fascismo all'italiana, quello della Risiera di San Saba, quello del lager di Bolzano, quello dei treni piombati per le deportazioni, quello dei rastrellamenti, quello dei militari che pattugliano le strade, quello delle leggi razziali.
Beh, noi dobbiamo dirlo, e dobbiamo farlo capire.
Qui e ora, compagne e compagni, sorelle e fratelli, non si tratta più di organizzare manifestazioni o assemblee dove parlarci semplicemente addosso, dicendo cose che avevano senso decine di anni fa.
Qui e ora, si tratta di prendere che questa è l’Italia dell’apartheid, creata dalla negligenza di una sinistra incapace, preoccupata della perdita di consenso, priva ormai di ideali e di idee forti, paralizzata di fronte al compito vero, quello di creare una cultura solidale tra lavoratori e una destra attiva e cattiva, con grandi capacità di organizzazione sul territorio e un progetto reale - seppure orribile - da realizzare.
Qui e ora, si tratta di essere consapevoli che non si tratta di organizzare manifestazioni, cortei, assemblee, si tratta di cominciare a pensare in termini di Lotta di Liberazione.
Qui e ora, si tratta di capire che la nuova schiavitù esime lo schiavista dall’andarseli a catturare gli schiavi: arrivano qui, morendo a frotte, perché hano capito che non è giusto morire per i nostri condizionatori d'aria, i nostri SUV, le nostre parabole.
Qui e ora, si tratta di capire che esiste in Italia una colonia interna, composta da quasi 5 milioni di persone che sono private di ogni diritto, che vengono umiliate e percosse e bruciate vive, e bisogna schierarsi, seriamente, davvero.
Qui e ora, si tratta di smetterla di parlarci addosso, di prendere la falce e impugnare il martello, di scendere giù in piazza e picchiare con quello.
Perché di fronte ad una così violenta aggressione normativa, di fronte all’ignavia di un Presidente della Repubblica sedicente uomo di sinistra che firma qualsiasi pezzo di carta igienica sporca gli presentino, di fronte al razzismo, alla tutela dei privilegi dei pochi a scapito dei diritti dei molti, non si può continuare a fare coreografia.
Perché adesso non c’è bisogno di marciatori dalle scarpe rotte, ma di eroi. Di eroi. Di donne e uomini che si battano per ciò in cui credono, senza temerne le conseguenze, anzi, accettandole con grazia.
Di fronte a tutto questo si fa politica, e la si fa seriamente, con ogni mezzo necessario.
L’autodifesa non è offesa. E per dirla con Marcuse, è compito di ogni individuo ribellarsi contro un sistema ingiusto.
Il razzismo non è mai stato così nascosto dai media, prima d’ora, ma è molto più terribile oggi di quando invece il regime fascista finanziava i fogliacci di Telesio Interlandi e giornali oggi tra i più venduti, Corsera e La Stampa per esempio, erano desolatamente allineati con la persecuzione delle minoranze.
L’idea di un’Italia esente dal razzismo, è un sogno dei pochi che vorrebbero schiavizzare e sterminare i molti, ma quel che è peggio è che è anche il sogno dei molti impoveriti che diseducati e privi di capacità organizzative preferiscono la gara tra topi piuttosto che la rivendicazione articolata.
Qui non si tratta più solo di coreografare un abbozzo di protesta, ma di discutere di come liberare le menti per liberare l’Italia.
Uno dei nostri canti, uno tra i più belli, ad un certo punto dice: “scarpe rotte eppur bisogna andar”.
Io verrò a tutte le manifestazioni, come ho sempre fatto, lo faremo tutti, e pur se le nostre scarpe sono ormai rotte, andremo.
Ma sappiate che non ci divertiremo affatto.
Dacia Valent
Non sfrakassate la minkia a me !
La nostra apartheid
Armi
la passione è un'arma potente
Scusa ma non eri tu che
Fa sempre piacere sapere
uffa....
vabbeh, bello : vogliamo un' italia antirazzista, senza differenze etc. etc. va bene....quindi quali leggi dovrebbero fare i politici?
no, per saperlo....
comunque questa rivoluzione quando comincia e dove? perchè se c'è da mangiare vengo anch' io.....
E smettila di dire "noi" quando nomini gli immigrati.....sei italiana come me, quindi automaticamente sei bianca, razzista, c' hai i baffi neri, il mandolino e mangi pizza tutti i giorni, rassegnati. E sì, sei anche un pò mafiosa.
ciao neh
rubimasco
P.S.:io me la vedo già quando legge questo commento...."ma che cazzo, avevo fatto un post tutto lirico e rivoluzionario, possibile che sei sempre così stronzo? Ah, quando c'è gente che non capisce la poesia....."
Chi è considerato più "itagliano"?
Identificazione
Tu e David
Già ... tu e David siete proprio praosaici!
eh no!
Davide è prosaico, io sono pragmatico e simpaticamente rompiballe. :)
saluti