Babbei e babbione

Bilancino

 

Anche quest’anno sta finendo.

Mi piace il bilancio che ne sta venendo fuori.

Sto finendo di scrivere il mio libro (che naturalmente non sono riuscita a consegnare in tempo per natale) e ne ho cominciato addirittura un secondo, dove pubblicherò tutti i commenti in giro per la rete (e anche quelli sul mio blog) ai miei pezzi più controversi.

Sono assolutamente deliziosi, decostruttivisti come piacciono a me.

Ho una casina piccola piccola, a pochi centimetri dal raccordo anulare, ma dentro c’è tutto: adsl, satellite, microonde, fornello a carbone per profumarmi alla somala, un terrazzo meraviglioso, il bbq, e amici a cui chiedere di tenermi la manina alla bisogna.

Ho avuto un anno orribile, ma sta andando meglio. Davvero meglio.

C’è aria di ribellione, c’è aria di cambiamento. E questo mi riempie di speranza e di gioia.

Considero il mio anno on the road un’esperienza preziosa e meravigliosa.

Ho conosciuto persone incredibili, sia in senso buono sia in senso cattivo.

Sono stata parecchi mesi in ospedale a farmi più forte e più bella (anche se era praticamente impossibile, perché sono già bellissima).

Ho vissuto con persone incredibilmente forti che hanno saputo sopportarmi (grazie ragazze) e da persone di una debolezza, soprattutto mentale, da fare paura. Ho visto bambine abbandonate a loro stesse e anziani negletti, neri orgogliosi nella loro massima povertà e bianchi stupidamente orgogliosi della loro pigrizia.

Ho visto cose che voi umani…

Ho capito chi sono gli amici e chi i nemici, ho compreso che non tutto quello che si ammanta di rosso è compagno, che il complottesimo è una setta di minorati mentali strafatti e promiscui, soprattutto quando donne.

Ho rimesso in ordine le mie priorità e mi sento pronta a ricominciare, ancora una volta e ancora sulla breccia.

Girellando qui e lì ho trovato alcuni gruppi favolosi su Facebook, dai suggestivi titoli “Dacia Valent la merda sei tu”, "per chi vuole mandare a fanculo dacia valent per l'articolo che ha scritto!", "chi è dacia valent", "Se fosse possibile.. FARESTI ESPELLERE DACIA VALENT DALL'ITALIA!?" (dove ho scoperto che perfino un uno meglio specificato gruppo di "paninari" mi vorrebbero morta....).

Naturalmente non mancano i soliti due patetici, la filosofa del buduar (che può vantare un mento pelosissimo, che si spulcia ogni mattina mentre in mutande ascellari "diffonde il suo verbo" in internet) e il Sir Percy Blakeney, ormai svelato, ma all'epoca in una delle sue molteplici emanzioni, quelle che gli consentono di nascondere un'allarmante mancanza di personalità, che hanno messo su una robetta patetica a cui si sono iscritti solo loro e un paio di dementi finti.

Però mi fanno una tenerezza: insomma, 2.235 persone che si aggregano in mio nome, molto meglio di Gesù, se me lo consentite…

Ho anche scoperto di avere un codazzo di fedeli ammiratori, che dei loro blog hanno fatto una specie di reliquiario costantemente aggiornato su di me, si tratta di Korvo Rosso e pensareinprofondo, featuring nei commenti la solita sudicia strafattona, ladytux (ho visto la sua foto e giuro, a me pare Tattoo, il nano di Fantasilandia), Samie (una scimmietta buffissima, esperta del lancio della pietra e occultamento della mano) e una serie di anonimi commentatori, che suppongo siano sempre loro.

Unitamente - naturalmente - alla loro nuova amichetta, che in periodo natalizio e post natalizio fa bene coltivare certe amicizie, la Maga Lisistrata, in arte Adriana Bolchini Gaigher, una vecchia befana con velleità di santona della politica internazionale che si manitiene organizzando corsi di sciamanesimo brianzolo e vendendo numeri del lotto che le vengono comunicati da ectoplasmi o roba del genere, e che di Islam si è occupata molto attivamente soprattutto tramite uno dei suoi collaboratori di redazione, tale Roberto Severini meglio conosciuto come Roberto Sandalo, condannato a 9 anni, 9 mesi e 20 giorni per gli attentati contro le Moschee e per i progettati attentati contro professori universitari, odiati da Cristiano Allam, ma la cui moglie rimane dirigente delle attività collaterali della mefitica, buffa (ed esoterica) vecchietta rotellomunita.

Una cosa tristissima, perché una volta ero convinta che fossero persone decenti, o quantomeno normali  (eccetto la Maga Adriana "Lisistrata" Bolchini, per carità, che spero le diano la social card, ché con 275 € di pensione mica si può vivere, neh?) e lo scoprire che avevo a che fare con dei patetici adolescenti invecchiati male, chiaramente disfunzionali e mentalmente disordinati, è stato davvero un brutto colpo.

Ho il timore che lo facciano solo perché sono parte di una stravagante minisetta di cretini seguaci del credo di San EMKG (Eckstein Michael Karol Giovan, aka Spb) e di Santa Barbarella da Porconia (Barbara Albertoni aka cloroalclero). Questi qui, se non facciamo attenzione, ce li ritroviamo a Milano Marittima a fare un suicidio collettivo con un cocktail a base di Raid e Baygon.

Sono venuta anche a sapere di essere una pedofila, alcolizzata e corrotta che ha rubato miliardi ma barboneggia sotto i ponti vivendo di espedienti (immagino di farlo per depistare quelli della Direzione delle Entrate, mica sono scema io...). Non solo, ma sarei (sono?) anche un'infiltrata della polizia, dopo tutto quello che ho subito dalla madama e dalla magistratura. E tutto ciò perché ho fatto il poliziotto.

No, giusto per capire: se avessi fatto la sarta che cosa sarei stata? Un'infiltrata della Singer? Idioti.

Naturalmente la fonte (amplificata dal solito codazzo di troll umani) è sempre quella draghessa tossica e sudiciona che vive a Milano e insegna al Liceo Linguistico Manzoni, ma anche l'altra professoressa che vive a Genova, insegna al Liceo Montale scopandosi tutto lo scopabile universale, basta che se lo facciano venire decentemente duro e respirino, Fulvia De Feo, che - davvero - a seguire le evoluzioni della sua vulvazza (su cui ci tiene puntualmente informati dal suo pregevolissimo blog) viene la vaginite cronica anche agli uomini che leggono.

(Aperta parentesi: ma queste professoresse promiscue, drogatelle e un po' ninfomani, quando compiono i 46 anni, diventano tutte così? Qualcuno mi illumini... Chiusa parentesi)

Insomma, un anno piuttosto divertente ed appagante, perché il solo fatto che questi passino le loro giornate a scambiarsi mail e pacche sul groppone quando scrivono una delle loro puttanate sui propri blog o su quelli fake che hanno creato (vebbavvalent.blogspot.com e daciavalent.blogspot.com), vuol dire che mi pensano, costantemente.

E per loro deve essere la più terribile delle punizioni.

Ma che volete che vi dica, quando qualcuno è un monumento, è consapevole che uno dei rischi che corre è quello che alcuni patetici e pidocchiosi "picioni" e "korvacci®" [il copy è dell'ottimo Spartacus Quirinus, redattore storico di Kilombo] le caghino addosso.

Noblesse oblige…

Dacia Valent

 

L'Obama de' noantri

 

Facciamo che vi leggete questo ragazzino, Ermes, del blog ilpopolosovrano su splinder, assolutamente favoloso, e che vi ascoltate la parodia della canzone che un demente totale, Andrea Vantini, ha composto in onore del disonore di questo paese.

Quanto mi piacerebbe leggere un "negrologio" che mi rassicurasse sull'esistenza di Dio, perché se questa immensa merda che una massa di idioti ha messo alla "guida" del paese, continua a vivere, beh, i miei dubbi comincio seriamente ad averli.

Dacia Valent

Kilombo infiltrati neonazifascisti in redazione?

La nuova redazione di Kilombo ha incassato un premio da un portale dell’estrema destra neonazifascista, da dove Roberto Sandalo, oggi in prigione per gli attentati contro le minoranze etniche, immigrati e Moschee nel nord Italia faceva i suoi proclami e con uno speciale codice chiamava a raccolta i suoi “soldati”.

La tonnara (Manifestazione Nazionale 15/11)

 Ogni tanto lo faccio, perché è bene ricordarsi dove si vive e chi sono le persone che ti respirano accanto. Solo ogni tanto.

Certo, una spera che a cascare nella tonnara siano solo sempliciotti ma ogni tanto ci si ritrova qualche squalo alla Paolo Granzotto o Roberto Fiore, e si rassegna al fatto che davvero questo paese dovrebbe essere destinato – per quanto riguarda la parte cosiddetta umana – a scomparire, se non altro per questioni di estetica.

A scanso di equivoci, penso esattamente quello che ho scritto, ed esattamente nei termini in cui l’ho scritto. Fatevene una ragione, sono la parte migliore di questo paese, e solo per ragioni di colore.

Non potete continuare a pretendere che dopo vent'anni noi si continui a porgere l'altra guancia (a proposito... non ne abbiamo più) solo per aspettare che voi vi svegliate.

Prendetene atto: l'unica manifestazione anticamorra a Napoli l'abbiamo fatta noi. Di solito voi difendete gli arrestandi e gridate cose incomprensibili (ma che fanno tanto etnico) in televisione.

Leggo tra i commenti che io sarei triste e depressa per quello che avete fatto alla mia famiglia: nemmeno un po'. Vivo benissimo sapendo che noi siamo i nuovi partigiani e chiunque ci discrimini, ci faccia sentire meno di quello che siamo sono i fascisti veri.

Perché, se non ve ne foste resi conto, in Italia vige per legge l’apartheid. Dal voto negato a contribuenti di origine straniera alle scuole, dai permessi di soggiorno, alla differente legislazione in materia penale o amministrativa. Fino all’erogazione degli assegni di solidarietà (dalla pensione alle varie indennità).

Dire che gli italiani sono razzisti è un complimento, perché per esserlo bisognerebbe avere un minimo di intelligenza e di capacità di teorizzarlo il razzismo. Qui siamo al “ma come sei razzista, brutta scimmia negra”. Cioè, una cosa certo esilarante ma tristissima.

Ed è per questo che ritengo necessaria una manifestazione nazionale.

Non chiedo a nessuno di convocarla insieme a me. Non mi interessa mettere in piedi un “cartello” di associazioni o personalità.

Me la convoco da sola e da sola me la gestisco.

Una manifestazione a cui voglio solo la partecipazione di queste coraggiose sagome da tastiera. Venitemele a dire in faccia queste cose, vi aspetto tutti, da Roberto Fiore agli svariati falchineri,  dai giovani leghisti ad Azione Giovani, da Paolo Granzotto a qualsiasi altro razzista del cazzo sia intervenuto sul mio blog o sui giornali: vi faccio il culo a tutti. Uno ad uno o tutti insieme, famiglie comprese.

Sabato 15 Novembre ore 16.00 - Piazza Ss. Apostoli – Roma

Comizio di Dacia Valent

Argomento: Fascisti carogne, tornate nelle fogne

Tanto sono meglio io. Ma giusto perché sono la parte migliore di questo paese: italiana e nera.

Fottetevi, e poi pagatevi, troie. Tanto 5 euro sono pù che suficienti sufficienti, il resto consideratelo mancia (chiedete a mammà)...

Dacia Valent

Italiani di merda, Italiani bastardi 2

UPDATE
 
Ho ricevuto un commento esterno, di cui non mi ero accorta. Tale Paolo Granzotto si unisce ai vari Adolf, Falchineri, Scimmiavattene che potete trovare nei commenti, per dire la sua su Il Giornale.
 
Un altro picio, solo che ci ha la tessera da picio succhiaeditori. E ciò non è poco.
DV
 
 
Sono davvero desolata.

Davvero, come ho potuto farlo?

Ho scritto in questo post che gli italiani sono ignoranti, stupidi, pavidi e vigliacchi (i commenti sono imperdibili).

Avevo dimenticato di dire che una parte di questi sono anche dei cretini senza speranza. Per esempio questo, che pare sia (o si spacci come) il presidente di Azione Giovani e membro del direttivo nazionale di Alleanza Nazionale.

Dopo la rapina del portafogli della polacca, articolo per cui Il Giornale farebbe bene a seguire attentamente il processo visto che una volta finito mi comprerà casa a Campo de' Fiori, la raccolta di firme, l'appello a Napolitano e la querela di Azione Giovani ci sta tutta.

Comunque meglio questo che - magari - avere a che fare con una dipendente pubblica col culo basso e in avanti con gli anni, che si sbarba ogni mattina con le pinzette, il cui attore preferito è Lino Banfi.

Questo si che sarebbe grave...

Santa pazienza, un paese di pici...

Dacia Valent

Italiani belli, Italiani buoni

noiStanno succedendo cose molto gravi in Italia, e so che tutti voi, italiani, siete molto preoccupati.

Questo non è mai stato un paese razzista: anche durante il ventennio fascista - quando una piccola minoranza impose le leggi razziali - la maggioranza degli italiani fece a gara di solidarietà per salvare gli ebrei dal destino che i tedeschi volevano per loro. Insomma, andavano ad acclamare il "Duce", iscrivevano i figli ai Balilla e ed esponevano cartelli contro ebrei e distribuivano volantini contro i soldati neri perché si trattava di un popolo "sottocopertura", ecchediamine.

Certo erano tempi brutti e non ci si poteva esporre più di tanto, ma nella quiete delle proprie case, milioni di italiani complottarono per salvare l’anima di questo paese dal razzismo e dal fascismo.

Il fascismo italiano nulla ebbe a che vedere con quello tedesco: fu un fascismo alla buona, di un paese che nella Germania aveva trovato l’unico alleato contro un mondo (la Società delle Nazioni) che le impediva di espandersi nei paesi del terzo mondo come ogni altra nazione europea.

A differenza degli altri paesi colonizzatori, gli italiani si sono sempre sentiti a fianco dei popoli che incontravano: hanno costruito strade, ponti e porti e grande è la produzione musicale dell’epoca, pensate alla melodia accattivante di “Faccetta nera” e al suo testo che ammicca alla liberazione dalla povertà.

Questo approccio libertario alle colonie era un rischio che non potevano permettersi di correre lorsignori, e quindi misero l’Italia in un angolo che ha favorito la minoranza estremista che l’ha - alla fine - portata in guerra.

Ecco, io voglio parlare alla maggioranza degli italiani, che sono antirazzisti e coraggiosi, e chiedere loro di considerarci fratelli. Il nostro colore diverso, le nostre differenti religioni, non ci rendono nemici: noi vogliamo essere come voi.

Anche se il nostro colore è nero il nostro sangue è rosso come il vostro e i nostri cuori bianchi.

Ricordate come siete stati durante il ventennio, ricordatevi di un paese tutto partigiano costretto da una minoranza feroce ed armata ad appoggiare - ma solo per finta - il fascio, ed esporre cartelli contro gli ebrei o fare volantini contro i soldati alleati neri.

Un popolo che ha perdonato molto e che si merita molte scuse per quello che sconsiderati ospiti di questo paese aperto e gentile urlano.

Il razzismo in Italia non esiste, esistono solo i professionisti dell’antirazzismo, come avrebbe magistralmente detto Sciascia su un altro argomento scottante che ormai abbiamo risolto.

Non si deve - e le persone decenti non lo farebbero mai - sputare nel piatto in cui si mangia. In quale altro paese le persone vengono accolte come in questo? In nessuno.

La sinistra italiana è stata un  faro per ogni sinistra d’Europa nell’assicurare diritti civili alle minoranze etniche, così come la destra lo è oggi nel mostrare una via umana della gestione del fenomeno immigrazione.

Non capisco per quale motivo alcuni si ostinino nel presentare le forze dell’ordine come portatrici di violenza nei confronti delle persone di colore.

Fatevelo dire da me - che in polizia ci ho lavorato - che essendo la polizia l’ultimo anello di una catena che necessariamente deve reprimere (pensate a quanti delinquenti di colore o di religioni differenti da quella di stato ci sono in Italia) - spesso si è costretti ad utilizzare le maniere dure. Ma lo si fa a malincuore.

A nessuno piace picchiare la gente, o sparargli addosso, o torturarla. Meno che mai alla polizia italiana. O ai vigili urbani.

Lo sapete quanti trafficanti di droga di colore entrano ogni giorno in Italia? Se si fa un controllo più approfondito, non si può gridare al razzismo: lo facciamo per la sicurezza di tutti, comprese le persone di colore.

Non dobbiamo nemmeno dimenticare il diritto di ciascuno di difendere la propria casa e il proprio lavoro, e se a volte - come ad Erba o Milano - le cose sfuggono di mano riusciamo a  capire la vostra disperazione di fronte ad un’invasione difficile da controllare sia nella quantità ma soprattutto nella qualità.

Io vi scrivo oggi solo per ricordarvi che siete per noi i nostri fratelli maggiori per tutti ciò che è democrazia e sviluppo, e che se arriviamo in Italia è per imparare da voi, per assomigliarvi ogni giorno di più e per perdere le nostre cattive abitudini: dall’infibulazione alla preghiera ossessiva, dalla modestia delle donne al rifiuto degli alcolici e del maiale.

Accettateci come i vostri fratelli più piccoli, o come i figli lontani che ritornano a casa dopo una lunga lontananza. Perché noi siamo qui per fare i lavori che voi rifiutate e per adeguarci a ciò che voi ritenete intollerabile, almeno fino a quando non ci direte che possiamo parlare.

Anche noi.

Dacia Valent

Italiani di merda, Italiani bastardi

Pagina oscurata in esecuzione del procedimento Penale nr. 39789/09 R.G. Noti - Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma

Kilombo: nemo me impune lacessit

SSEsistono individui che vivono di luce riflessa.

Incapaci di avere vite proprie si attaccano come zecche fameliche alle vite altrui, sporcandole nel tentativo di renderle simili alle loro.

Gentucola meschina che - incapace di un’idea originale e divorata dal rancore che solo i parassiti consapevoli della loro miserrima condizione sono capaci di sviluppare - fanno percorrere ad altri le strade della propria mediocrità, creando fake a cui fanno dire ciò che non hanno il coraggio di dire con i loro nomi e cognomi e cloni di esperienze sofferte da chi le ha ideate o vissute e che le ha raccontate per dare a tutti gli strumenti giusti per decidere.

Aggressive, volgari nel senso deteriore del termine, sbavanti e bavose, queste sanguisughe negli ultimi mesi si sono mosse per demolire il lavoro fatto da persone che, credendo ancora nel dialogo tra gli antifascisti che si riconoscevano - obtorto collo in molti casi - nella coalizione allora al governo, creavano dal nulla un aggregatore che mettesse gli uni in contatto con gli altri.

Il pretesto per quest’operazione - perché ‘sti pezzenti hanno bisogno di pretesti non avendo la capacità di sviluppare ragioni - è quello della libertà di espressione, che questi scarafaggi confondono con il propinare a chi ha la sventura di leggerli vocaboli sconci, analisi approssimative e pessimo materiale di lettura, che testimonia dei loro scarsi spessore intellettuale e desolante pochezza politica.

La libertà d’espressione è, invece, un patrimonio che non può essere speso per gonfiare l’ego asfittico di una banda di rossobruni politicamente illetterati se non analfabeti in cerca di facile notorietà, che dell’inquinamento del lavoro altrui fanno il loro obiettivo.

Per garantire a tutti noi la libertà di esprimere il proprio pensiero e  le proprie opinioni, molte persone hanno combattuto battaglie sanguinose, hanno scontato anni di prigione, e molte ancora lo stanno facendo, pagando in prima persona.

Ma questi non sanno cosa significhi “pagare in prima persona”.

La loro militanza si limita al berciare scomposto di chi ha poco da dire e nulla da fare, non si evolvono, restano ancorati a concetti anziani che fanno l’ignominia della classe intesa come categoria storica e dialettica: non basta lavorare in catena di montaggio per essere un compagno, no, non basta.

Io non so voi, ma per me Kilombo non è un gioco.

La situazione in cui viviamo non è buona, tutt’altro. Ci vogliono persone in grado di informare gli altri di ciò che succede sul proprio territorio, che diano il “LA” a riflessioni condivise sulle questioni nazionali, che raccontino una visione dell’attualità filtrata dalla propria sensibilità politica e culturale e che questa visione la mettano a confronto con quella di altri compagni.

Per questo Kilombo non è un gioco. Per questo Kilombo merita di meglio.

Merita iniziative come quella di aprire Kilombo a tutti in Facebook (ottimo lavoro, compagni!).

Merita la dignità del silenzio, perché qualsiasi cosa si dica, qualsiasi ragionamento si tenti, con questi squadristi squilibrati è destinata a perdersi nel mare di calunnie, diffamazione, nel brodo di incultura in cui prosperano.

Ho sempre difeso la libertà di ognuno di noi di trasmettere posizioni e sensazioni, in questo caso però mi è impossibile. Perché non c’è nulla di costruttivo dietro quello che stanno facendo, si tratta solo di distruzione, di demolizione pro domo nihil.

Perché mentre il contraddittorio Pieroni/Elfo Bruno vede due sensibilità (corredate delle reciproche insensibilità e insofferenze politiche e spesso anche eprsonali) a confronto, il fare considerazioni razziste [ricottara irpina] su una compagna come Tisbe perché meridionale, dileggiare un giovanotto come Spartacus cianciando di pannoloni e badanti solo perché over 60, parlare di Rom e albanesi in termini di untermenschen, tentare di impedire l’iscrizione di blogger perché ebrei [scritto dall'allora redattore Spb sul blog di Barbara Albertoni/Cloroalclero], aprire blog fake al solo fine di diffamare e colpire la famiglia inconsapevole per danneggiare la blogger, clonare i loro nick su altri blog e aggregatori, minacciare fisicamente i compagni con mail di questo tenore inviate da Mario Paravano di Pensareinprofondo "Io non tolgo un cazzo e tu fai un pò quello che cazzo vuoi. Per me i fascisti stanno bene appesi a piazzale loreto e penso che tu sia un fascista.Ne trai la conclusione che io pensi che stai bene appeso a p.le Loreto? Un saluto e continua così che ci divertiamo", e tentare di far passare questo come legittimo esercizio della libertà di espressione o di critica nei confronti del PD è da veri miserabili e viglicchissimi bugiardi.

Visto che vi sono proposte ovunque, proposte forse in buona fede o forse no, non entro nel merito, anche io ne avrei alcune, ma preferisco limitarmi - in questa sede -, ad una sola. Le altre le farò nella sede deputata all’incontro tra NOI kilombisti, e cioè il Forum di Kilombo.

Ça va sans dire che non aderisco alle proposte di emendamento della carta fatte da uno che le accompagna dalla pubblicazione di mail interne al lavoro della redazione, che se hanno una mailing list privata un motivo ci sarà, se non altro per una questione estetica.

La mia proposta?

Non ce li voglio più in Kilombo. Né PensareinprofondoKorvo Rosso. Li ritengo villani, eterodiretti, di una stupidità sconcertante e dannosi per il movimento. Lasciamoli gridare nel deserto, che a parlarci ci si sporca.

Che si facciano il loro bizzarro comunismo, con le spranghe e le chiavi inglesi ovunque, ma non in Kilombo.

Dacia Valent

No ai fascisti

Pochi sanno che l’Etiopia sedette al tavolo dei vincitori della Seconda Guerra Mondiale grazie alla sua strenua resistenza al fascismo italiano.

I morti del colonialismo italiano furono centinaia di migliaia, dall’Etiopia alla Libia, passando per la Somalia e l’Eritrea.

Ma restiamo in Etiopia, dove gli italiani brava gente, quelli così preoccupati per la vita dei missionari cristiani in terre musulmane e dei copti in Egitto, si sono distinti nella più feroce mattanza di preti cristiani che la storia ricordi: Debràs Libanòs.

Del pattuglione di bravi “eroi, santi, navigatori, ecc. ecc.” faceva parte anche tal Vincenzo Magliocco, un essere immondo come pochi ce ne sono, di quelli che probabilmente mentre sganciava bombe e iprite sui civili si toccava il pisello.

Sanguinario, razzista e fascista, decorato dai fasci proprio per queste sue “qualità”. Una vergogna per qualsiasi paese democratico.

Propongo, se proprio si vuole disonorare un vero eroe, un partigiano dell'antimafia come La Torre, si cambi il nome dell'aeroporto con uno che sia meno imbarazzante, tipo "Aeroporto Merda Umana".

Certo che quando finalmente prenderò il potere, metterò su un minigulag dove rinchiudere tutti gli Alfano, dai ministri della giustizia ai sindaci di Comiso.

E adesso leggetevi il compagno Rage, che copio e incollo.

Dacia Valent

Un Fascista Colonialista meglio di un Militante Antimafia?

C’era una volta la base militare Vincenzo Magliocco a Comiso, venne convertita in aeroporto civile e nel 2007 intitolata a Pio La Torre, il parlamentare del PCI assassinato dalla Mafia.

Il nuovo sindaco di centrodestra Alfano (vedi notizia del CorSera ) ha deciso di reintitolare l’aeroporto a Magliocco, per dare un’idea sulla differenza della levatura dei due personaggi, dirò rapidamente chi sono:

Gen.Vincenzo Magliocco: generale dell’aeronautica morto durante la guerra di aggressione coloniale italiana in Etiopia medaglia d’Oro al VM con motivazione: “Conscio del pericolo cui andava incontro, ma orgoglioso di essere annoverato tra i pionieri dell’Italia imperiale, chiedeva, con generosa insistenza, di partecipare ad ardita impresa aeronautica intesa ad affermare, col simbolo del tricolore, il dominio civile di Roma su lontane contrade non ancora occupate. Minacciato nella notte da orde di ribelli, rifiutava la sicura ospitalità di genti amiche e preferiva affrontare con lo scarso manipolo di eroici compagni l’impari combattimento per difendere fino all’estremo sacrificio la bandiera della Patria”, in parole povere un fascista imperialista che massacro civili e resistenti etiopi.

On. Pio La Torre:  Sin da giovane militò nelle lotte bracciantili, nel ‘69 si trasferi a Roma per dirigere le Comissioni agraria e meridionale del PCI, entrò in segreteria nazionale, nel 72 divenne deputato e propose una legge che introduceva il reato di associazione mafiosa (Legge Rognoni-La Torre) ed una norma che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi (scopo poi raggiunto dall’associazione Libera, che raccolse un milione di firme al fine di presentare una proposta di legge, che si concretizzò poi nella legge 109/96).Nell’81 torna in Sicilia dove si trova in prima linea contro le basi militari e la speculazione edilizia, nell’82 viene assassinato dalla Mafia.

Venghino venghino

circoNessuno me lo toglierà mai di mente: i molti delitti dei derelitti rispondono a precise condizioni sociali in cui il “delinquente” viene cresciuto o posto da quello che qualcuno chiama destino e altri vita di merda.

Esiste per me un proletariato extralegale che va compreso e aiutato.

Certo i proletari extralegali non dovrebbero andare in giro a violentare le donne, che diamine!

Ora, premetto che io la mia tenda la pianto dove voglio e voglio essere sicura che nessun uomo - nessun uomo maschio,  a prescindere dalla sua nazionalità, etnia, credo o tendenza politica - mi imponga l’umiliazione di privarmi della mia libertà di dire di si e di quella – soprattutto quella – di dire di no.

Succede che due uomini sfruttati fino all’osso dal padrone e dallo stato, senza alcun diritto ad una vita sociale e meno che mai sessuale, violentano una donna (e magari anche il suo moroso) che va a campeggiare in aperta campagna.

Ma fermiamoci un attimo a pensare, senza – naturalmente – giustificare.

In questi giorni le cronache sono piene di violenza intracomunitaria: cinesi che si sprangano, somali e eritrei che se le danno di santa ragione, e potrei continuare ad libitum, fino ad arrivare ai pastori rumeni che massacrano una coppia, per farsi la ragazza.

Ma davvero c’è chi crede che rinchiudere la gente in enormi centri di accoglienza, o tenerli rinchiusi senza alcun genere di processo nei CIE (i moderni CPT), o destinarli ad una vita rinchiusa in luoghi di lavoro fatiscenti, la trasformi in aristocratici che bevono il the o in peripatetici che discettano di Plotino e Platone?

Davvero c’è chi crede che l’immigrato sia tipo real-worker-doll, che lo fai lavorare fino allo sfinimento, gli impedisci una carriera, una famiglia, il conforto di far parte di una comunità di credenti, gli rendi impossibile avere una vita sociale, lo ammassi come bestiame in recinti dove tutto è vietato e nulla è permesso, e che questo signore o signora diventerà un dandy o una dama dell’800?

Ma certo che stupra, picchia, sfrutta.

Perché viene stuprato, sfruttato e picchiato.

Io ce lo vederei un bel reality show dove i nostri borghesi piccoli piccoli, gli astensionisti, quelli del “rigore e solidarietà”, vengono messi nelle stesse condizioni in cui si vive in uno dei “centri d’accoglienza” della Caritas o in uno dei CIE della Croce Rossa. Secondo voi, in quanto tempo questi imbecilli si ridurrebbero come i pastori violentatori di Roma? Bah…

E che diamine, suppongo che lo sappiate anche voi che le vittime replicano quasi sempre lo schema di chi li vittimizza.

E questa non è solo sociologia spicciola ma anche psicologia d'accatto.

Che altre possibilità hanno lasciato a ‘sti poveri cristi?

E poi, diciamocelo, in che altra maniera può crescere socialmente e civicamente questo “bambino” partoritoci dal mare o dal cassone di un camion, se non in questa maniera un po’ malata, che fa pensare molto all’induzione alla delinquenza al fine di creare allarme sociale e quindi consentire maggiore controllo sociale da parte dell’autorità?

Mi fanno incazzare quelli che dicono: «Chi delinque no, ma quelli che vogliono lavorare…». Sono i peggiori, i più stronzi e bastardi.

Nessuno vuole delinquere, nessuno nasce delinquente.

Ma sul serio c’è chi pensa che un qualsiasi bambino africano, asiatico, sudamericano o dell’Est Europa a cui si chiede «Cosa vuoi fare da grande, puteo?» risponderà «Violare le leggi sull’immigrazione, rischiare la morte su un barcone, rubare, rapinare e violentare le dona bianga!»???

Ma siamo seri.

E tutto questo perché il circo ha sempre funzionato in questo paese e con questa nazione.

Metti qualche cristiano nell’arena e fallo mangiare dai leoni, oppure fai qualche rastrellamento nel ghetto ebraico. L’importante è distogliere l’attenzione dai problemi economici, sociali e culturali del paese.

E a differenza dell’Impero Romano, il nostro impero possiede poderose armi di distrazione e distruzione di massa.

Scusate, vado a guardarmi i teletubbies, l’ultimo baluardo anticapitalista che mi rimane.

Lascio il paese in mano di loschi figuri che, in marsina e tuba, chiamano il popolaccio a guardare il circo dell'orrore che abbiamo permesso venisse messo in piedi, e i guitti che dicono di difenderci. Ma che col loro starnazzare ci offendono.

Dacia Valent

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