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Dichiaro concluso il mio “auto esilio” dalla rete.
Avevo davvero bisogno di una pausa, per pensare a cosa fare,
a come farlo e a con chi farlo. Persone da contattare, persone da assumere, un
ufficio da allestire.
Ho avuto molti “compagni” di strada, che mano a mano hanno
rivelato la loro vera natura.
Alcuni mi hanno fatto capire il valore dell’amicizia e della
solidarietà, altri quelli del tradimento e della meschinità.
Tutti quanti - però - mi hanno insegnato molto, e per questo
li ringrazio. Anche quelli che mi hanno ferito e tradito, perché grazie a loro
ho scoperto che non ho nulla da perdere, se
non le mie catene, in fondo.
Io mi sono eclissata per parecchio solo per disintossicarmi,
e ho scoperto che esiste un mondo intero che aspetta solo che noi decidiamo per
il martirio.
Si. L’ho detto. Martirio.
Jihad.
Certo non pretendo che tutti quanti voi abbiate la mia
stessa propensione per il martirio: tutti temono qualcosa.
Io temo solo Dio e la mia coscienza.
Ed esattamente di questo si tratta di una questione di
coscienza. Di obiezione di coscienza.
Il momento per iniziare a resistere, il momento di diventare
partigiani, è arrivato. Perché
questo è il momento della resistenza, con ogni mezzo necessario.
Non sto scherzando.
È troppo facile fare i rivoluzionari da tastiera. Bisogna
metterci il cuore, e la pelle.
Letteralmente.
Perché va preso atto che da Aversa a Milano a Roma, sono le persone
meno protette dalla legge le sole ad opporsi alle leggi razziali. Sono gli
immigrati e i Rom e Sinti a manifestare contro i soprusi, da quelli della mafia a quelli delle
istituzioni.
Perché non hanno nulla da perdere.
Appunto.
Nulla da perdere se non le proprie (e le vostre) catene.
Rastrellamenti nei quartieri, sugli autobus, chiusura dei
luoghi di culto, respingimento di profughi verso paesi che non hanno firmato la
Convenzione di Ginevra [quella che regola i diritti dei rifugiati], ghettizzazione forzata di persone che altrimenti avrebbero un'altra vita, suicidi nei
centri creati dalla peggiore sinistra
e aggravati dalla peggiore destra.
Quello che sta succedendo in Italia è esattamente quello che
è successo durante il fascismo.
Lo so, è troppo chiedere a chiunque in questo paese di avere
memoria storica e ricordare quello che ha reso disumana, assassina e animale
non solo la classe politica dirigente del ventennio, ma un intero paese e
popolo.
Vi hanno fatto dimenticare e voi avete comodamente
dimenticato.
Vi affidate al "salvifico turismo" dell'orrore ad Auschwitz, mathausen, Dachau. Salvo poi dimenticare cosa ha condotto lì quelle vittime del popolo di navigatori, santi e poeti: leggi razziali per la "sicurezza" di molti eletti contro i pochi.
Non basta fare lingua in bocca con il carnefice: tutti saremo travolti dall'orrore. Tutti lo stiamo essendo.
Facile vero fingere che la nostra vita non dipenda dalle vite degli altri? Facile dimenticare che ognuno di noi, con il sacrificio delle nostre prerogastive, del nostro lavoro, della nostra fedina penale, può fare la differenza.
Dimenticate sempre. Quasi.
Questo paese ha già vissuto la tragedia dell’indifferenza e
della pavidità, durante il ventennio fascista. Molte persone sono morte, molte
altre sono rimaste ferite a vita e per generazioni da quanto si è consentito
succedesse, solo perché appartenenti ad una determinata religione, quella
ebraica.
Non opporsi – con ogni mezzo consentito dalla legge e dalle
nostre coscienze – a quanto sta succedendo consentirebbe alla storia di
ripetersi, alle persone di esser umiliate, a uomini e donne di morire, come
successe durante il ventennio che devastò questo paese e la sua coscienza e
contezza di se per le future generazioni.
Questi provvedimenti “acchiappa voti” preparano le prossime
generazioni delle minoranze etniche a un futuro in cui sentiranno questo come
un paese nemico: non una madre ma una matrigna, non il nido che dovrebbe essere, per tutti e ognuno, ma la fogna che è e che si sta consolidando per chiunque.
I figli d’Italia, i nostri figli e figlie, saranno schierati gli uni contro gli altri,
perché politici incoscienti, avidi di voti e consenso, li stanno crescendo gli
uni contro gli altri.
Sappiamo di essere soli.
Sappiamo anche di non suscitare le simpatie del cosiddetto
”pubblico sovrano”, così affezionato ai reality show e ai concertoni sindacali,
sappiamo inoltre che un uso sapiente dei mezzi di comunicazione di massa ha
trasformato milioni di innocenti in pericolo sociale, in colpevoli a
prescindere, in agnelli sacrificali sull’altare del “voto di scambio”.
Ché, lo sapete meglio di me, la cosiddetta “gggente” ha
bisogno di sicurezza, e invece di prendersela con chi la sta massacrando con la
“flessibilità”, i “contratti a tempo”, le “contrattazioni separate”, e tutta la
fuffa che la sinistra che dobbiamo sopportare ci ha fatto ingoiare in questi
anni.
No. Se la prendono con quelli più demuniti loro. Perché sono
dei parassiti vigliacchi che si meritato tutto quello che sta succedendo loro.
Bastardi lumpen del cazzo, senza un futuro, perché non lo meritano.
Sappiamo, purtroppo, che un uso altrettanto sapiente del politically correct ci ha messo
nell’angoscia di dover recuperare diritti che abbiamo perso proprio grazie a
chi si era erto come nostro “difensore”.
Non dimentichiamo e vi preghiamo di non dimenticare che i CPT (oggi CIE) sono stati previsti dalla legge Turco-Napolitano, non
dimentichiamo che le persone vi vengono rinchiuse per legge senza alcun genere
di processo, sullo stile della detenzione amministrativa in auge nel Sudafrica
dell’Apartheid e nell’Israele del genostillicidio palestinese, non
dimentichiamo che gli esseri umani che decidono di porre fine alle loro vite (e
sono in molti, troppi, nel nome di Dio, troppi!) in questi centri lo fanno per la disperazione di sentirsi
completamente soli, completamente abbandonati.
Sappiamo tutto questo ma non vogliamo guardare al passato.
Perché sappiamo che il passato deve essere maestro per
vivere e non guida per la vendetta: il vero pericolo per la sicurezza di tutti
noi, per la sicurezza del nostro stesso futuro, è quello di rimanere inerti di fronte al ripetersi della storia, di fronte
alla persecuzione di innocenti per la loro appartenenza etnica, nazionale o
religiosa.
Per molti anni abbiamo sostenuto associazioni e forze
politiche che si dichiaravano amiche e compagne,
lasciando a loro la guida del movimento che avrebbe dovuto dare diritti ai
fratelli e alle sorelle, e in questi anni i pochi diritti acquisiti - grazie al
sacrificio delle lotte partigiane e alla nostra Costituzione - sono stati persi
in favore della meschinità del beneficio elettorale fine a se stesso e agli
eletti.
Per questi motivi abbiamo deciso di prendere in mano il
nostro destino, tendendo una mano a tutti voi, chiedendovi di mettere in gioco
le vostre vite nella stessa maniera in cui lo fanno ogni giorno gli immigrati
in Italia, nella stessa maniera in cui lo facciamo noi.
L’obiezione di coscienza è una scelta etica fatta da persone
consapevoli del loro ruolo nella società, persone per cui un atto – che può
condurre a denunce e sospensioni dal servizio – è l’unica via per risolvere il
conflitto tra il rispetto della legge e il rispetto della propria prassi etica.
Sappiamo che non sarà un cammino facile, ma per aspera ad
astra.
A meno che a voi non interessi fare sparate dai blog, giusto
per migliorare gli accessi e sentirci un cazzo e mezzo.
Ma davvero, ditemelo, cosa sono gli accessi a un blog della
periferia del mondo come i nostri?
Sul serio fate bau bau per poi ritornare a cuccia,
come un chihuahua castrato?
Svegliatevi signore e signori. Perché questo non è il momento
di mediare, è quello di attaccare. Non è il momento di pietire, è quello di
esigere. Non è il momento di perdonare ma quello di ricordare. Non è il momento
di dimenticare ma quello di rendere la memoria la base su cui cambieremo il presente
per preservare il futuro.
Ho tanta voglia di piangere. Ma una delle poche cose che ho davvero imparato dalla vita è che va vissuta senza paure, soprattutto quando ci si batte per il futuro.
L'ho imparato soprattutto dalla vita che mi hanno fatto vivere le amichette, quelle difese senza timore di sporcarmi uscendone lorda e maleodorante:
le ragazze grandi non piangono.
Io, per esempio, non lo faccio mai. Non ne ho il tempo.
Fottetevi e buona vita a tutti.
E lunga vita alla SCORE-Italy e alla
IADL.
Dacia Valent
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