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E mo' basta

feedburner - Dom, 2009-05-24 18:54

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Dichiaro concluso il mio “auto esilio” dalla rete.

Avevo davvero bisogno di una pausa, per pensare a cosa fare, a come farlo e a con chi farlo. Persone da contattare, persone da assumere, un ufficio da allestire.

Ho avuto molti “compagni” di strada, che mano a mano hanno rivelato la loro vera natura.

Alcuni mi hanno fatto capire il valore dell’amicizia e della solidarietà, altri quelli del tradimento e della meschinità.

Tutti quanti - però - mi hanno insegnato molto, e per questo li ringrazio. Anche quelli che mi hanno ferito e tradito, perché grazie a loro ho scoperto che non ho nulla da perdere, se non le mie catene, in fondo.

Io mi sono eclissata per parecchio solo per disintossicarmi, e ho scoperto che esiste un mondo intero che aspetta solo che noi decidiamo per il martirio.

Si. L’ho detto. Martirio. Jihad.

Certo non pretendo che tutti quanti voi abbiate la mia stessa propensione per il martirio: tutti temono qualcosa.

Io temo solo Dio e la mia coscienza.

Ed esattamente di questo si tratta di una questione di coscienza. Di obiezione di coscienza.

Il momento per iniziare a resistere, il momento di diventare partigiani, è arrivato. Perché questo è il momento della resistenza, con ogni mezzo necessario.

Non sto scherzando.

È troppo facile fare i rivoluzionari da tastiera. Bisogna metterci il cuore, e la pelle.

Letteralmente.

Perché va preso atto che da Aversa a Milano a Roma, sono le persone meno protette dalla legge le sole ad opporsi alle leggi razziali. Sono gli immigrati e i Rom e Sinti a manifestare contro i soprusi, da quelli della mafia a quelli delle istituzioni.

Perché non hanno nulla da perdere.

Appunto.

Nulla da perdere se non le proprie (e le vostre) catene.

Rastrellamenti nei quartieri, sugli autobus, chiusura dei luoghi di culto, respingimento di profughi verso paesi che non hanno firmato la Convenzione di Ginevra [quella che regola i diritti dei rifugiati], ghettizzazione forzata di persone che altrimenti avrebbero un'altra vita, suicidi nei centri creati dalla peggiore sinistra e aggravati dalla peggiore destra.

Quello che sta succedendo in Italia è esattamente quello che è successo durante il fascismo.

Lo so, è troppo chiedere a chiunque in questo paese di avere memoria storica e ricordare quello che ha reso disumana, assassina e animale non solo la classe politica dirigente del ventennio, ma un intero paese e popolo.

Vi hanno fatto dimenticare e voi avete comodamente dimenticato.

Vi affidate al "salvifico turismo" dell'orrore ad Auschwitz, mathausen, Dachau. Salvo poi dimenticare cosa ha condotto lì quelle vittime del popolo di navigatori, santi e poeti: leggi razziali per la "sicurezza" di molti eletti contro i pochi.

Non basta fare lingua in bocca con il carnefice: tutti saremo travolti dall'orrore. Tutti lo stiamo essendo.

Facile vero fingere che la nostra vita non dipenda dalle vite degli altri? Facile dimenticare che ognuno di noi, con il sacrificio delle nostre prerogastive, del nostro lavoro, della nostra fedina penale, può fare la differenza.

Dimenticate sempre. Quasi.

Questo paese ha già vissuto la tragedia dell’indifferenza e della pavidità, durante il ventennio fascista. Molte persone sono morte, molte altre sono rimaste ferite a vita e per generazioni da quanto si è consentito succedesse, solo perché appartenenti ad una determinata religione, quella ebraica.

Non opporsi – con ogni mezzo consentito dalla legge e dalle nostre coscienze – a quanto sta succedendo consentirebbe alla storia di ripetersi, alle persone di esser umiliate, a uomini e donne di morire, come successe durante il ventennio che devastò questo paese e la sua coscienza e contezza di se per le future generazioni.

Questi provvedimenti “acchiappa voti” preparano le prossime generazioni delle minoranze etniche a un futuro in cui sentiranno questo come un paese nemico: non una madre ma una matrigna, non il nido che dovrebbe essere, per tutti e ognuno, ma la fogna che è e che si sta consolidando per chiunque.

I figli d’Italia, i nostri figli e figlie, saranno schierati gli uni contro gli altri, perché politici incoscienti, avidi di voti e consenso, li stanno crescendo gli uni contro gli altri.

Sappiamo di essere soli.

Sappiamo anche di non suscitare le simpatie del cosiddetto ”pubblico sovrano”, così affezionato ai reality show e ai concertoni sindacali, sappiamo inoltre che un uso sapiente dei mezzi di comunicazione di massa ha trasformato milioni di innocenti in pericolo sociale, in colpevoli a prescindere, in agnelli sacrificali sull’altare del “voto di scambio”.

Ché, lo sapete meglio di me, la cosiddetta “gggente” ha bisogno di sicurezza, e invece di prendersela con chi la sta massacrando con la “flessibilità”, i “contratti a tempo”, le “contrattazioni separate”, e tutta la fuffa che la sinistra che dobbiamo sopportare ci ha fatto ingoiare in questi anni.

No. Se la prendono con quelli più demuniti loro. Perché sono dei parassiti vigliacchi che si meritato tutto quello che sta succedendo loro. Bastardi lumpen del cazzo, senza un futuro, perché non lo meritano.

Sappiamo, purtroppo, che un uso altrettanto sapiente del politically correct ci ha messo nell’angoscia di dover recuperare diritti che abbiamo perso proprio grazie a chi si era erto come nostro “difensore”.

Non dimentichiamo e vi preghiamo di non dimenticare che i CPT (oggi CIE) sono stati previsti dalla legge Turco-Napolitano, non dimentichiamo che le persone vi vengono rinchiuse per legge senza alcun genere di processo, sullo stile della detenzione amministrativa in auge nel Sudafrica dell’Apartheid e nell’Israele del genostillicidio palestinese, non dimentichiamo che gli esseri umani che decidono di porre fine alle loro vite (e sono in molti, troppi, nel nome di Dio, troppi!) in questi centri lo fanno per la disperazione di sentirsi completamente soli, completamente abbandonati.

Sappiamo tutto questo ma non vogliamo guardare al passato.

Perché sappiamo che il passato deve essere maestro per vivere e non guida per la vendetta: il vero pericolo per la sicurezza di tutti noi, per la sicurezza del nostro stesso futuro, è quello di rimanere inerti di fronte al ripetersi della storia, di fronte alla persecuzione di innocenti per la loro appartenenza etnica, nazionale o religiosa.

Per molti anni abbiamo sostenuto associazioni e forze politiche che si dichiaravano amiche e compagne, lasciando a loro la guida del movimento che avrebbe dovuto dare diritti ai fratelli e alle sorelle, e in questi anni i pochi diritti acquisiti - grazie al sacrificio delle lotte partigiane e alla nostra Costituzione - sono stati persi in favore della meschinità del beneficio elettorale fine a se stesso e agli eletti.

Per questi motivi abbiamo deciso di prendere in mano il nostro destino, tendendo una mano a tutti voi, chiedendovi di mettere in gioco le vostre vite nella stessa maniera in cui lo fanno ogni giorno gli immigrati in Italia, nella stessa maniera in cui lo facciamo noi.

L’obiezione di coscienza è una scelta etica fatta da persone consapevoli del loro ruolo nella società, persone per cui un atto – che può condurre a denunce e sospensioni dal servizio – è l’unica via per risolvere il conflitto tra il rispetto della legge e il rispetto della propria prassi etica.

Sappiamo che non sarà un cammino facile, ma per aspera ad astra.

A meno che a voi non interessi fare sparate dai blog, giusto per migliorare gli accessi e sentirci un cazzo e mezzo.

Ma davvero, ditemelo, cosa sono gli accessi a un blog della periferia del mondo come i nostri?

Sul serio fate bau bau per poi ritornare a cuccia, come un chihuahua castrato?

Svegliatevi signore e signori. Perché questo non è il momento di mediare, è quello di attaccare. Non è il momento di pietire, è quello di esigere. Non è il momento di perdonare ma quello di ricordare. Non è il momento di dimenticare ma quello di rendere la memoria la base su cui cambieremo il presente per preservare il futuro.

Ho tanta voglia di piangere. Ma una delle poche cose che ho davvero imparato dalla vita è che va vissuta senza paure, soprattutto quando ci si batte per il futuro.

L'ho imparato soprattutto dalla vita che mi hanno fatto vivere le amichette, quelle difese senza timore di sporcarmi uscendone lorda e maleodorante: le ragazze grandi non piangono.

Io, per esempio, non lo faccio mai. Non ne ho il tempo.

Fottetevi e buona vita a tutti.

E lunga vita alla SCORE-Italy e alla IADL.

Dacia Valent

 

La vagina di Lia di Haramlik va in tribunale

feedburner - Sab, 2009-04-18 12:36

 

Francamente mi fa divertire la storia.

Allora, Fulvia De Feo - quella che ci racconta di ogni sua strabiliante avventura sessuale, con implacabile dovizia di particolari, che vanno dall’individuazione dello sventurato eventuale frequentatore delle sue mucose, fino alle tragicomiche conclusioni delle sue storie epocali da 3 a 12 botte e via - mi ha querelata e tutta la Procura di Roma ha sguinzagliato investigatori, e grazie alle umide tracce lasciate dal nostro Puttanone, hanno finalmente concluso le indagini.

Sulla sua vagina e sul mio scrivere.

Parrebbe che riprendendo sul proprio blog ciò che Lia [aka Fulvia De Feo] racconta, fa e che narra abbondantemente dalle paginette della sua personalissima  e patetica versione de La Philosophie dans le boudoir sarebbe un reato.

Tremo per Grazia a questo punto, perché tra scopate mistico-esotiche e depilazioni esotico-splatter potrebbe essere nel mirino.

Di questa cosa ne scrivo oggi, ancora prima della notifica del provvedimento di chiusura delle indagini perché adoro lo scrivere estremo, come ben sapete, per me è una specie di bungee jumping da tastiera, irrinunciabile.

Ora, sarà chiaro anche a voi che si tratterà di un processo divertente, vero? 

Perché sarà un processo in cui si discetterà del vaginone di Fulvia De Feo e dei soldi che prende a fine rapporti sessuali occasionali, anche se sanciti in qualche Moschea di provincia.

A me sta bene.

So benissimo che starà bene anche a lei, sennò non ne avrebbe scritto. Anche se mi sembra un po’ incoerente, ché mi sentivo molto al sicuro quando lei dichiarava molto signorilmente che non mi avrebbe mai querelato perché “Avrebbe la stessa efficacia, e lo stesso significato, di una querela fatta al barbone alcolizzato che ti insolentisce in metropolitana, una querela fatta a te. Va à savoir…

Sarà una bella occasione per vedere tanti vecchi amici, tutti convocati a testimoniare, per conoscerne di nuovi che mi sarebbe piaciuto conoscere, oltreché un’occasione per liberarmi una volta per tutte delle mail grondanti patetismo e sesso da periferia, nonché liberare il mio cellulare di tutti gli sms del povero Mullah de noantri, che non sapeva che lo si leggesse in stereofonia, alla faccia della privacy di cui - oltre al resto - si riempie la bocca il Puttanone.

Perché una volta consegnati al magistrato, mi si libera una bella porzione del Communicator e una piccola parte del computer.

Anzi, sapete che vi dico? Si approfitta dell'occasione per fare un Barcamp intitolato alla vagina del Puttanone, e che non se ne parli più. A meno che lei - come al solito - non voglia.

Naturalmente eviterò di presentare un qualsiasi genere di memoria tendente all’archiviazione, e altrettanto naturalmente chiederò di registrare ogni singola seduta del tribunale da broadcastare qui sul blog, perché il divertimento va condiviso.

Con Max Ferrari, l’ex-direttore di TelePadania, ho lasciato correre, solo perché da uno che ti chiama piangente per raccontarti che non è razzista perché ha sposato una thailandese e ha una bambina che proprio bianca non è, essù dai ritira la querela, io non ce l’ho coi negri, anzi mi hanno licenziato e non so nemmeno cosa mangiare, e via dicendo… beh - capperi - anche se l'aveva fatta grossa si lascia correre.

Col Puttanone, no.

Su, provate a immaginare lei che dice:

Ha detto che scopo con chiunque!”

E “chiunque” che risponde “Beh, insomma è vero...”.

Priceless.

Dacia Valent

 

santa violenza sessuale, aiutaci tu

feedburner - Mar, 2009-02-17 07:06

 

L’Italia è il paese più sicuro del mondo per noi donne.

Dall’inizio dell’anno ci sono stati solo una decina di stupri, ci informano le prime pagine dei giornali.

Che culo che c'abbiamo noi ragazze che sculettiamo in piena sicurezza in questo paese del Bengodi della tranquillità sessuale, eh?

E se consideriamo che poi tutti 'sti smucinamenti bastardi sono a opera di persone facilmente identificabili, perché hanno un accento diverso o una morfologia fisica che avrebbe fatto la gioia di Lombroso, che si sarebbe risparmiato un bel po' di tempo in misurazioni craniali, per forza dobbiamo sentirci più tranquille, no?

Roba da trovarli subito, questi malvagi energumeni che rovinano l'immagine di un paese altrimenti completamente privo di qualsiasi genere di violenza nei confronti delle donne, e andare a menarli. Se non loro direttamente va bene anche  un parente, un vicino della stessa razza, un conoscente, uno della stessa etnia, insomma, uno di loro.

Pensate, meno di una decina di donne stuprate in quasi due mesi (dalla quattordicenne all'ottantenne): sarebbe sufficiente eliminare dal panorama nazionale qualche bastardo di rumeno, gli inculaccammeli arabi, i maziali Rom e qualche negraccio dimerda e questo bel, anzi bellissimo, paese, composto da gentlemen che non toccano una donna nemmeno con un fiore sarebbe davvero il paradiso della figa serena e intonsa e saltellante come una cavalletta sulle praterie del rispetto e della sicurezza...

Vestitevi di più ragazze, che una con l'hijab e coperta violentata ancora non l'ho vista. E magari controllate dove vanno le vostre figlie e come si vestono prima di consentire loro di uscire. Direi che viste le cose che succedono, soprattuto in casa, sarebbe il caso di indossare il burqa soprattutto quando si sta in famiglia...

Insomma, lo vogliamo dire che fare i genitori vuol dire che dire di no spesso e volentieri, e non solo disinteressarsi del destino della propria prole, sia magari una cosa da ricominciare a fare?

Che non sono le nazionalità a fare gli stupratori: sono gli uomini a pensare di potercela prendere quando e come cazzo vogliono. Soprattutto i nostri padri, i nostri fratelli, i nostri ex, i nostri mariti. E sono soprattutto le persone che dovrebbero prendersi cura di loro stesse (le donne) e quelle che dovrebbero prendersi cura delle ragazzine (i genitori) a dover fare qualche passo avanti nell'autodisciplina che, alla fine, si tramuterebbe in disciplina ed etica socioculturale?

Che in questo paese del cazzo quelli belli, bianchi e cristiani non hanno mai stuprato nessuno. Hanno aspettato che arrivassimo noi per farci "le vostre dona", e lo sappiamo tutti, nevvero?

Ma non preoccupatevi: appena prenderemo gli stupratori stranieri (ma anche i rapinatori stranieri, gli spacciatori stranieri, le puttane straniere, insomma, tutto quello che di estraneo (straniero) c'è alla vera cultura morale ed etica di questa nazione, risolveremo la crisi economica, il gap tra ricchi e poveri, la povertà culturale, le disparità sociali.

Su, che ce la possiamo fare. E anche dare.

Dacia Valent - Goretti

Ho voglia. tanta.

feedburner - Sab, 2009-02-14 19:42

Vorrei tanto essere una donnina da Festa di Eid, da 25 di dicembre, da 14 febbraio, ma anche da 8 marzo così come concepito oggi, con gli spogliarelli maschili.

E invece sono una donnaccia da 25 aprile e da 1° maggio (naturalmente senza il concertone della CGIL).

Solo distinti, prego, astenersi perditempo.

Citofonare Daciah Valenth

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