Bah, non capisco perché certa gente si scandalizzi oggi, e profferisca indignati lai contro la crescente ondata di violenza verso le minoranze etniche e religiose in questo paese.
Guardate che di raid fascisti contro i phone centre, le lavanderie a gettoni, le macellerie islamiche, le associazioni culturali musulmane, i negozietti delle minoranze etniche, le moschee e ancora altri luoghi di “pertinenza di islamici” ce ne sono stati decine, centinaia negli ultimi 10 anni.
Il mandante?
Il governo [in maniera bi-partisan, non preoccupatevi, non si salva nessuno].
Gli esecutori?
Le forze dell’ordine.
E i pattuglioni etnici che, dopo aver serrato in un crudele cordone di auto blindate e cellulari interi quartieri, si danno alla caccia allo scuretto?
E i raid mediatici dei titoli a effetto sui quotidiani e telegiornali nazionali?
E i raid parlamentari delle leggi ad hoc, tutte tese alla diminutio della dignità, all’umiliazione delle minoranze etniche e religiose?
E potrei continuare all’infinito. Lo sapete, vero?
Non mi fanno paura quelli che girano armati di spranghe, quanto quelli armati di potere esecutivo, tirature, auditel, scranni governativi e parlamentari.
Davvero vi sconvolgete per 4 ragazzetti, che replicano esattamente - magari con un po’ troppo entusiasmo, diciamocelo - quello che hanno visto fare con disumana diligenza ed attaccamento alle istituzioni dai rappresentanti dello stato?
No, ma davvero vi stupite se il lavoro di cosificazione e mostrificazione delle minoranze etniche e religiose fatto dai nostri mezzi di comunicazione di massa - soprattutto la televisione, visto che in Italia di copie vendute di quotidiani ce ne sono meno di 5 milioni - abbia creato questa massa di inconsapevoli/entusiasti carnefici post-proto-neo-nazisti, a cui tutto è giustificato in nome della sicurezza?
Ma io mi chiedo: e la nostra di sicurezza?
Ah, si, dimenticavo, noi siamo sicuri.
Siamo sicuri di dover camminare rasente i muri e in punta di piedi per farci notare il meno possibile.
Siamo sicuri di non meritare alcun genere di rispetto.
Siamo sicuri di essere stati destinati da una forza superiore a fare i lavori rifiutati dagli italiani brava gente.
Siamo sicuri di dover morire senza avere il conforto dei nostri cari a cui non possiamo ricongiungerci né quello di una sepoltura secondo la nostra religione.
Siamo sicuri che sfruttare il nostro lavoro nero è molto meno grave che sfruttare quello di un italiano, e che le centinaia di morti sul lavoro di cui buona parte "smaltiti" in fosse ignote - senza problemi perché clandestini e quindi dimenticabili - sono molto meno morti dei loro omologhi italiani.
Siamo sicuri di non avere gli stessi diritti dei cittadini italiani ma di doverne condividere tutti i doveri.
Siamo sicuri di meritare le umiliazioni che quotidianamente siamo costretti a subire nelle Questure e Prefetture, nelle Circoscrizioni e nei Comuni, nei nostri condomini e nel vicinato.
Siamo sicuri di meritare che la magistratura disattenda ogni denuncia delle vittime di razzismo, assolva i colpevoli di squadrismo fascista, forse per costringerci a farci giustizia da soli, così da avere finalmente il "casus belli".
Siamo sicuri di dover vivere ammassati in campi fatiscenti, indegni di una qualsiasi nazione che si consideri civile da decine di anni, dove sono cresciute intere generazioni di “nomadi”, stranamente molto ma molto stanziali.
Siamo sicuri di aver meritato la creazione di campi di concentramento, popolati per lo più di persone che hanno perso il diritto di soggiorno per motivi di lungaggini burocratiche indipendenti dalla loro volontà.
Siamo sicuri di dover tacere sempre e chinare la testa, per non incorrere in un'espulsione che ci separerebbe per sempre dai nostri cari.
Siamo sicuri di dover pregare per strada perché non abbiamo diritto ad avere luoghi di preghiera decenti, visto che siamo delle bestie terroriste.
Siamo sicuri di meritare titoli scandalosi e aperture di telegiornale che ci trasformano in ciò che non siamo, in ciò che siete voi: stupratori, assassini, mafiosi.
Siamo sicuri di meritare questa sinistra incapace e accattona, che della nostra precarietà ha fatto motivo di lucro e autofinanziamento, senza nulla restituire quando ha avuto la possibilità di farlo.
Siamo sicuri che quando ci accoltellano, ci umiliano, ci bastonano, rovinano le nostre piccole aziende, ci impediscono di pregare, insomma, quando fanno gli italiani brava gente in sostanza, è tutta colpa nostra, perché in una società destrutturata dal punto di vista sociale e politico e culturale, il colpevole non è mai il carnefice, è sempre la vittima.
Ah, quante sicurezze abbiamo, quanta sicurezza ci avete regalato in questi anni, quanta ne state donando alle nostre nuove generazioni.
Ma porca pupazza, lo vedete quanto siamo fortunati noi africani, e rom, e musulmani, e asiatici, ed europei dell’est e latinoamericani?
Però c’è una cosa di cui noi, soprattutto noi che vi sventoliamo un imbarazzante passaporto italiano sotto il naso, siamo assolutamente sicuri:
Siamo sicuri che il vostro desiderio di ridurci ad esseri non solo pericolosi ma anche - e soprattutto - inferiori serve a giustificare solo la patetica presunzione di superiorità di una nazione di imbecilli privi di spina dorsale, capaci solo di piegarsi davanti alla forza ed ergersi contro chi è privo di difesa.
Grazie al cielo, e alla demografia, siete ormai in via d’estinzione: gli ospizi sono pieni di mozzarelle vecchie e cadenti mentre gli asili e le scuole traboccano dei nostri figli, di ogni colore.
Già, non deve essere bello avere la consapevolezza di essere il passato, quando il futuro è così evidentemente meglio di voi, vero?
Dacia Valent
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