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iaia, banalmente perché il

iaia, banalmente perché il terrorismo non modifica una società ed una cultura ma ne polarizza i difetti, li incancrenisce. Siamo in una situazione storica in cui i meccanismi d'oppressione sono insiti nella società italiana. Anche una lotta di liberazione, che, a differenza dal terrorismo ha una giustificazione, non avrebbe senso in questa situazione. La resistenza è stata lotta di liberazione, ha creato, anche se in maniera effimera, una nuova società ... ma c'erano le condizioni storiche perché questo avvenisse, condizioni che non credo torneranno in occidente. Sto maturando una visione non violenta della lotta politica anche perché credo che sia l'unica forma efficace di contrasto. L'approccio non violento richiede una durezza "rivoluzionaria" più alta, più coerente, senza la possibilità di delega; feroce nelle intenzioni e nell'occupazione dello spazio politico. Non è quel carnevale di sorrisi che descrivi. La violenza crea alibi, ammorbidisce le coscienze, delega a presunte avanguardie che non esistono o che sono pedine, consapevoli o inconsapevoli, del sistema e del potere. Quel poco di speranza che c'è stato nel 68 è stato ucciso dal terrorismo. Giugni te lo direbbe (dopo essersi grattato) e te lo direbbe Di Vittorio che la via delle armi con la resistenza l'ha vissuta.

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