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Balle rotte e pur bisogna andar… Ma sarà vero?

No HS,
quella che si chiama lotta di liberazione quando ne si fa parte, viene definita terrorismo dalla struttura di potere. Anche l’ANC e l’Umkhonto we Sizwe erano considerati terrorista dalla struttura di potere dell’apartheid in Sudafrica, così come lo stesso Leo Valiani, che certo non era un estremista di sinistra, parlava dei partigiani – tra cui lui stesso  - definendoli terroristi (Tutte le strade portano a Roma, l’edizione del 1947,, non quella epurata negli anni '70).
Il terrorismo è quello applicato da chi detiene il potere verso i propri “amministrati”, terrorismo è l’esercizio di un potere privo di limitazioni perché è proprio lui a determinare limiti, solitamente invalicabili per gli oppressi, e a maglie larghe per i propri agenti oppressori.
Baste pensare a quello che è successo al G8 di Genova e alle opposte sentenze (quella contro i ragazzi che manifestavano e quella contro i poliziotti che provocavano). La struttura di potere è autoreferenziale e protegge i suoi, noi abbiamo scordato come si fa.
La resistenza è stata si lotta di liberazione, ma è stata anche terrorismo (pensa a Via Rasella), è stata anche cinismo strategico (pensa alle Fosse Ardeatine), e francamente preferisco prevenire che curare: una serie di soggetti in camicia  nera che mi fanno il passo dell’oca sotto casa non ce li voglio vedere. Preferisco ammazzarli da piccoli, con i peli del culo a batuffoli (scusa, ma sai, la caserma, i letti a cubo…).
L’occidente è già fascistizzato: la protezione dei latifondi (pensa all’America Latina, a gran parte dell’Africa, dove quando ti opponi a questo stato di cose all’improvviso diventi un “dittatore” grazie a sapienti campagne mediatiche che trasformano persone come Chàvez e Mugabe in pericoli per la democrazia), l’alleanza tra capitale (corporativo) e governi (complici delle corporazioni), la creazione del nemico interno individuandolo in minoranze prove di potere, la creazione del nemico esterno, colpevole solo di volersi dotare degli stessi mezzi di dissuasione dell’occidente (forse...).
E se a te non sembra un carnevale, a me invece si.
La violenza è confortante, la violenza è rassicurante, la violenza è “riscattante”. Senza violenza non avremmo avuto il suffragio per le donne, il diritto all’aborto, il sindacato, la scuola pubblica, una costituzione.
La violenza è fuori legge solo per chi le leggi le manipola per garantire privilegi. La violenza è giusta quando sono gli oppressori ad esercitarla con i propri apparati di polizia.
Ma una volta non era così: i contadini in Russia, i setaioli a Lione, i minatori  gallesi e inglesi, gli operai bambini della rivoluzione industriale, gli anarchici di Chicago, le suffragette negli USA. Non facevano sit in: morivano violentemente e uccidevano violentemente, venivano nutriti a forza nelle carceri dove venivano rinchiusi e hanno sempre risposto con la violenza.
E non certo per garantire a noi di fare i fighetti che cantano “we shall overcome”, ma lasciandoci la precisa eredità di difendere con le nostre (e le loro) vite quello che ci hanno lasciato.
Il ’68 non è stato ucciso dal terrorismo, è stato ucciso dalla cooptazione dei “leader” di quella protesta nella struttura di potere. È stato ucciso dalla corruzione politica di persone che ella politica hanno fatto il loro gagne pain, sulla pelle di altri.
Più o meno questo mi sentivo di dirti, e scusa la lunghezza.
iaia

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