Forse perché ci sono cresciuta in quel clima: 7 anni nell’Argentina della dittatura militare e delle presidenze Peròn [Juan Domingo e Isabelita/Lopez Rega] costituiscono un potente vaccino.
Il giustizialismo è una facile scorciatoia per non parlare di problemi sociali, e soprattutto per non trovarvi soluzioni decenti, soluzioni umane.
Negli ultimi quattro giorni, a Napoli, abbiamo vissuto giornate di passione. Di cui nessun blogger di Kilombo ha scritto.
Duecento persone sono state sgomberate da una palazzina fatiscente a Pianura, dopo uno strano incendio. Cento di loro bianchi e cattolici, cento invece neri e musulmani.
Dei cento bianchi si è occupato un assessore della giunta di sinistra, trovando loro un’immediata sistemazione. Dei cento neri è stato - invece - incaricato un altro assessore [apartheid?], che - guarda caso - non è riuscito a trovare loro una sistemazione a causa delle barricate del “popolo” napoletano, guidato da un consigliere di Forza Nuova passato a Forza Italia.
Ieri hanno occupato il Duomo di Napoli, hanno condotto una battaglia che ha visto tre dei loro massacrati di botte dalla polizia e poi rilasciati e una sistemazione provvisoria in albergo prima di trovare un’altra sistemazione per tutti. Soluzione che sarà trovata da una delle vincitrici della Mezzaluna d'Oro, Isadora D'Aimmo.
E pensate che in quella palazzina, queste duecento persone, vivevano insieme da anni, condividendo la stessa miseria, la stessa sfortuna, lo stesso sconforto.
Queste sono le cose che succedono. E sono cose che faranno male a tutti noi. Credo che la foto di Ryan e Leo Gerth, i due gemelli tedeschi nati qualche giorno fa, dia l'esatta dimensione del conflitto che ci sarà: uno sarà fermato e umiliato dalla polizia perché nero, l'altro invece vivrà una vita quasi tranquilla perché bianco.
O come la vita del piccolo Jamal, appena cominciata e già sotto le forche
caudine della "sicurezza per bianchi e cristiani", con il suo ciuccio in bocca e suo padre disteso a terra, con la dignità calpestata da 40 facinorosi che gli hanno impedito di avere una casa, perché nero, perché musulmano. Ecco, queste sono le vittime del "pacchetto sicurezza".
Ma in rete è tutto un proliferare di blogger di sinistra che ha fatto del Lodo Alfano il proprio feticcio, che si fa guidare da un gruppo di giullari che della politica fanno commercio come Beppe Grillo e Marco Travaglio.
Ma davvero secondo voi Silvio Berlusconi potrebbe essere arrestato e tradotto nelle patrie galere senza questo provvedimento?
Il che presuppone almeno una decina di anni.
Vorrei vedere un giudice qualunque costringere un ultraottantenne, condannato per reati da colletto bianco, a passare i suoi ultimi minuti in un carcere.
Vero invece è che abbiamo una magistratura sovrappagata per il poco lavoro che svolge.
Vero è che abbiamo un sistema giudiziario al collasso perché abbiamo giudici fighetti, troppo occupati a costruirsi carriere mediatiche piuttosto che seguire i processi.
Vero è che l’obbligatorietà dell’azione penale va messa in discussione, anzi dovrebbe essere oggetto di modifica costituzionale.
Vero è che le carriere dovrebbero essere separate, tra inquirenti e giudicanti. E che il ruolo dell'inquirente dovrebbe essere sottoposto alla verifica popolare a livello locale.
Vero è che il CSM dovrebbe subire modifiche radicali e diventare un reale organo di controllo e non un paravento per nascondere le carne cadenti di un sistema allo sfascio.
Vero è che i difensori dovrebbero avere accesso alle stesse risorse degli inquirenti, o esserne messi al corrente prima dei processi e non durante.
Vero è anche che il costo del ricorso alla giustizia - sia quella penale ma soprattutto quella civile - dovrebbe essere commisurato al reddito del ricorrente: che i ricchi paghino e che i poveri possano contare sullo stato per difendere le loro istanze, quando sopraffati dal padrone (lavoro, casa, ecc.).
Ho amiche e amici magistrati, anche compagni, che apprezzo e stimo, ma che non mi rappresentano politicamente. E non vorrei mai che lo facessero.
Non sono i codici a fare la politica, è la Politica a fare i codici e a controllare chi li applica.
Questa deriva, e cioè la delega alla magistratura della battaglia politica, mi sembra pericolosa e dannosa per qualsiasi genere di movimento. Lo capite anche voi che si tratta della resa della ragione, della bandiera bianca del pensiero critico, dell'abbandono dell'opzione rivoluzionaria?
Avete mai provato a chiedervi per quale motivo siamo sempre in emergenza?
Perché nella società dell’immagine l’emergenza è funzionale al consolidamento e mantenimento della struttura di potere, che poggia sulle spalle fragili dei lavoratori, delle donne, delle minoranze etniche e religiose, dei gay, dei pensionati e dei moribondi.
La creazione di “emergenze” consente alla struttura di potere di autopromuoversi e di perpetuarsi. L’interiorizzazione psico-sociologica di una società basata su presupposti emergenziali consente alla struttura di potere di piazzare telecamere ad ogni angolo di strada, di prelevare impronte digitali, di schedarci, di umiliarci, di toglierci le libertà, la dignità, e di farci sentire più sicuri, più felici. Orwell era un profeta. Un reazionario delatore, ma un profeta.
Tutto questo con l'entusiasta collaborazione delle cosiddette opposizioni: prima Rutelli [durante il Berlusconi Ter] e oggi Casini [appoggiato dal PD] chiedono che le impronte vengano prese a tutti.
Cioè, ci rendiamo conto?
Non hanno il coraggio di dire che questa è una porcheria razzista e fascista, perché sono convinti che perderebbero il consenso di un popolaccio tricoteur, ansioso di veder rotolare la testa degli altri sotto la ghigliottina piuttosto che usare la propria per pensare.
I problemi sono altri. E se vi fate prendere in trappola così, beh, siete più scemi di quanto pensino che lo siamo tutti quanti noi.
Anzi, mi rovinate una reputazione già a pezzi ragass, vediamo di farla finita.
Sono cattiva, non sono furba, sono estremista, non sono incline ai compromessi, sono stronza, ma - purtroppo - sono intelligente.
Porca miseria.
Dacia Valent
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Se fosse passata prima la
Popolacci