Nessuno me lo toglierà mai di mente: i molti delitti dei derelitti rispondono a precise condizioni sociali in cui il “delinquente” viene cresciuto o posto da quello che qualcuno chiama destino e altri vita di merda.
Esiste per me un proletariato extralegale che va compreso e aiutato.
Certo i proletari extralegali non dovrebbero andare in giro a violentare le donne, che diamine!
Ora, premetto che io la mia tenda la pianto dove voglio e voglio essere sicura che nessun uomo - nessun uomo maschio, a prescindere dalla sua nazionalità, etnia, credo o tendenza politica - mi imponga l’umiliazione di privarmi della mia libertà di dire di si e di quella – soprattutto quella – di dire di no.
Succede che due uomini sfruttati fino all’osso dal padrone e dallo stato, senza alcun diritto ad una vita sociale e meno che mai sessuale, violentano una donna (e magari anche il suo moroso) che va a campeggiare in aperta campagna.
Ma fermiamoci un attimo a pensare, senza – naturalmente – giustificare.
In questi giorni le cronache sono piene di violenza intracomunitaria: cinesi che si sprangano, somali e eritrei che se le danno di santa ragione, e potrei continuare ad libitum, fino ad arrivare ai pastori rumeni che massacrano una coppia, per farsi la ragazza.
Ma davvero c’è chi crede che rinchiudere la gente in enormi centri di accoglienza, o tenerli rinchiusi senza alcun genere di processo nei CIE (i moderni CPT), o destinarli ad una vita rinchiusa in luoghi di lavoro fatiscenti, la trasformi in aristocratici che bevono il the o in peripatetici che discettano di Plotino e Platone?
Davvero c’è chi crede che l’immigrato sia tipo real-worker-doll, che lo fai lavorare fino allo sfinimento, gli impedisci una carriera, una famiglia, il conforto di far parte di una comunità di credenti, gli rendi impossibile avere una vita sociale, lo ammassi come bestiame in recinti dove tutto è vietato e nulla è permesso, e che questo signore o signora diventerà un dandy o una dama dell’800?
Ma certo che stupra, picchia, sfrutta.
Perché viene stuprato, sfruttato e picchiato.
Io ce lo vederei un bel reality show dove i nostri borghesi piccoli piccoli, gli astensionisti, quelli del “rigore e solidarietà”, vengono messi nelle stesse condizioni in cui si vive in uno dei “centri d’accoglienza” della Caritas o in uno dei CIE della Croce Rossa. Secondo voi, in quanto tempo questi imbecilli si ridurrebbero come i pastori violentatori di Roma? Bah…
E che diamine, suppongo che lo sappiate anche voi che le vittime replicano quasi sempre lo schema di chi li vittimizza.
E questa non è solo sociologia spicciola ma anche psicologia d'accatto.
Che altre possibilità hanno lasciato a ‘sti poveri cristi?
E poi, diciamocelo, in che altra maniera può crescere socialmente e civicamente questo “bambino” partoritoci dal mare o dal cassone di un camion, se non in questa maniera un po’ malata, che fa pensare molto all’induzione alla delinquenza al fine di creare allarme sociale e quindi consentire maggiore controllo sociale da parte dell’autorità?
Mi fanno incazzare quelli che dicono: «Chi delinque no, ma quelli che vogliono lavorare…». Sono i peggiori, i più stronzi e bastardi.
Nessuno vuole delinquere, nessuno nasce delinquente.
Ma sul serio c’è chi pensa che un qualsiasi bambino africano, asiatico, sudamericano o dell’Est Europa a cui si chiede «Cosa vuoi fare da grande, puteo?» risponderà «Violare le leggi sull’immigrazione, rischiare la morte su un barcone, rubare, rapinare e violentare le dona bianga!»???
Ma siamo seri.
E tutto questo perché il circo ha sempre funzionato in questo paese e con questa nazione.
Metti qualche cristiano nell’arena e fallo mangiare dai leoni, oppure fai qualche rastrellamento nel ghetto ebraico. L’importante è distogliere l’attenzione dai problemi economici, sociali e culturali del paese.
E a differenza dell’Impero Romano, il nostro impero possiede poderose armi di distrazione e distruzione di massa.
Scusate, vado a guardarmi i teletubbies, l’ultimo baluardo anticapitalista che mi rimane.
Lascio il paese in mano di loschi figuri che, in marsina e tuba, chiamano il popolaccio a guardare il circo dell'orrore che abbiamo permesso venisse messo in piedi, e i guitti che dicono di difenderci. Ma che col loro starnazzare ci offendono.
Dacia Valent
"...Io ce lo vederei un bel
siamo tutti razzisti.
Letto e condiviso
"Mi fanno incazzare quelli che dicono: «Chi delinque no, ma quelli che vogliono lavorare…». Sono i peggiori, i più stronzi e bastardi."
Quoto in pieno questa affermazione.
Anche perchè a pronunciarla sono proprio coloro che poi fanno di tutto perchè l'accesso al lavoro REGOLARE da parte dei migranti sia nullo.
Come quoto l'invito a levare il velo (chiamiamolo velo..) di "distrazione" e di ipocrisia che avvolge, ad esempio, la situazione dei pastori rumeni - e sono davvero tanti - umiliati, sfruttati e ricattati in un paese che consente (nel senso di consentire quasi scientemente, non per semplice indifferenza, grazie a vecchi e nuovi atti legislativi) che certi padroni possano appunto umiliarli, sfruttarli e ricattarli.
Quindi mi auguro che la