Eluana, Beppe e il "coraggio della delega"

Eluana Englaro deve essere seppellita. Non si tratta di darle una morte dignitosa e nemmeno di dare corso ad una sentenza controversa della Cassazione.

Si tratta del fatto che è già morta.

Ragazzi: si caga addosso, ha un catetere, è piena di piaghe da decubito, viene nutrita con un sondino, non scopa da anni, non avrà mai figli, e diciamocelo: a guardarla fra francamente schifo se la paragoniamo alla ragazza splendida e vitale che era.

Chissà se i “partigiani” del diritto alla vita ad ogni costo resisterebbero fossanche una sola settimana in quelle condizioni.

Ma c’è un però.

Per quale motivo delegare questa non soppressione, voluta con così tanta amorevole e spietata disperazione dal padre a medici e strutture sanitarie?

Perché mai dovrebbe morire in una struttura sanitaria?

Perché il padre non se la prende, la carica in macchina, magari nel bagagliaio, e non se la porta a casa, appoggiandola al suo letto di ragazzina, e non le tiene la mano, circondati dai poster dei cantanti o attori che amava da ragazza e dei peluche di quando era bambina, fino a quando non muore, circondata da ciò che conosce e amata da chi la ama e di chi lei amava?

Diciamoci anche questo:

Beppe Englaro non solo ha l’autorizzazione del tribunale, ma è il tutore di questa donna rimasta cristallizzata a quando ha avuto l’incidente che le è costato la non vita che i gerarchi del cattolicesimo le vogliono far vivere in nome di un principio bizzarro che sembra quasi negare l’esistenza di una vita oltre la vita;

potrebbe semplicemente firmare la cartella clinica e riportarla a casa;

non servono medici per togliere il sondino. Si sfila semplicemente tirandolo. Tanto lei non sente niente, da molto.

C’è qualcosa che mi disturba in questa vicenda, che mi vede comunque schierata a favore del diritto ad una sepoltura dignitosa, ché non vivere da zombie mi sembra un po’ antipatico.

Ed è il “coraggio alla delega”.

Se la portasse a casa, e finisse come ha cominciato. Con coraggio e determinazione. Coraggio vero. E se proprio deve essere seppellita a quasi vent’anni dalla sua morte, lo faccia con le sue mani.

Senza delegare.

Dacia Valent

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Concordo pienamente.

azzzz

Questa me la segno: Ritvan ha concordato "pienamente" senza farmi il culo. Giornata epica.

iaia