Vogliamo parlarne?
Il 20 luglio del 2001 Carlo Giuliani è stato ucciso da un carabiniere a Genova, durante una legittima e costituzionalissima manifestazione contro l’imperialismo e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse dei più poveri ma ricchissimi del mondo, che da troppi secoli mantengono grazie alle loro risorse e alle morti dei propri figli i più ricchi ma poverissimi del mondo.
È stato ucciso mentre stava gettando un estintore contro una Land Rover piena di criminali in divisa.
Mario Placanica, l’assassino a sangue freddo, è stato sollevato da ogni responsabilità (caso archiviato dalla magistratura).
Quando il 1° di settembre del 2008 entra in vigore il Decreto Gelmini - trasformato in legge dal Senato il 29 ottobre - gli studenti di sinistra si mobilitano in tutto il paese e vengono fatti bersaglio di bande armate di fascisti collegati presumibilmente alle forze di polizia.
Particolarmente grave l’episodio di Piazza Navona, con l’apparizione del gruppo riconducibile agli infami neonazisti di Casa Pound, armato di bastoni e cinghie, difeso dalla polizia, che ha massacrato di botte gli studenti medi che stavano manifestando.
Reazione?
In Italia ci siamo limitati a proteste piene di colori e pacifiche, cantando slogan simpatici e portando i bambini in passeggino con cartelli vagamente critici attaccati al pannolone.
Effetti? Nessuno.
In Grecia, dove un ragazzino di quindici anni - Alexis Grigoropoulos - è stato ucciso da un poliziotto, mentre manifestava contro la versione ellenica del decreto Gelmini, stanno reagendo, devastando il paese.
Ucciso mentre lanciava pietre alla polizia.
Effetti? Molti.
Il ministro dell’interno ha presentato le sue dimissioni (respinte da Karamanlis, che è comunque molto più traballante del suo ministro), e la magistratura col cazzo che ha chiuso gli occhi di fronte all’ennesima violenza della polizia: il Placanica greco è dentro per omicidio volontario.
Il 14 febbraio del 2003 entra in vigore in Italia la legge Biagi, che di fatto - sotto la dicitura flessibilità – spazza via i diritti, le garanzie e la tutela dei lavoratori come erano previsti in uno dei migliori Statuti dei Lavoratori del mondo intero, instaurando di fatto l’epoca del precariato, a cui sembrerebbero ormai destinati i nostri figli e i figli dei nostri figli.
La morte di Biagi e D’Antona – due giuslavoristi della peggiore destra socialista, rappresentata oggi al governo dal Brunetta -, esecutati misericordiosamente dalle BR-Pcc, funge da ricatto catalizzatore propedeutico a un’approvazione pressoché unanime di una tremenda diminutio dei diritti dei lavoratori.
La sinistra, molto pavlovianamente si è mobilitata per condannare “l’atto irresponsabile e destabilizzatore delle istituzioni democratiche” compiuto da compagni che non avevano nessun interlocutore, perché tutta la volontà di “dialogo” della cosiddetta sinistra italiana era focalizzato ad un osceno lingua in bocca con Berlusconi. E si è limitata ad approvare questa legge orrenda, rendendola se possibile ancora peggiore con Treu.
La legge è passata e sono milioni le persone che oggi sanno che lavoreranno, ma non sanno se domani lo faranno. E non parlo di un ipotetico domani, ma proprio di domanidomani.
Reazione?
Raccolte di firme, e i soliti cortei festanti e beanti con bambini in passeggino con attaccato al pannolone un qualche cartello cortesemente ambiguo.
Effetti? Nessuno.
Ma quando in Francia hanno tentato di introdurre modifiche atte a “flessibilizzare” [precarizzare] ulteriormente il lavoro, gli studenti e gli operai francesi hanno messo a ferro e fuoco le città. Hanno devastato interi quartieri, bruciato le macchine e divelto le porte blindate dei simboli del capitalismo.
Effetti? Molti.
Il CPE, che condannava i giovani al precariato definitivo, è stato ritirato dal governo Villepin-Chirac.
Ecco, posso chiederlo a voi, democratici e nonviolenti: fusse ca fusse che la nonviolenza dovrebbe essere considerata solo una delle forme di lotta a disposizione del movimento e del proletariato? E fusse ca fusse che anche la violenza di piazza lo sia?
Mi spiegate cosa cazzo è vi successo? Da quando i principi si negoziano?
Ma cosa cazzo mangiate???
Io, personalmente, continuo a mangiare bambini.
Dacia Valent
vergognati
Auto bruciata
michael moore
confucio di provincia....
Potresti anche non crederci, ma stamattina ti ho pensato intensamente. Credo che siamo connessi telepaticamente. Ti voglio bene, as usual.
iaia
Paragoni ad minchiam
Ma chi e' che e' contrario
premessa di metodo
1. premessa di metodo: se i princìpi non si negoziano, devi considerare anche la volontà di chi, onorevolmente, ha fatto della nonviolenza un principio e non solo uno strumento - l'ha scelto come fine e non solo come mezzo.
2. etica dei princìpi ed etica delle responsabilità: non mi sentirei certo di giudicare incoerente un nonviolento che si facesse partigiano contro un regime fascista, mitra in spalla e su per le montagne. ma nemmeno prenderei alla leggera questa decisione; ogni testo al suo contesto, le condizioni vanno valutate attentamente.
3. stato di diritto: la giustizia mancata per i fatti di genova non può essere ridotta a semplici rapporti di forza. è una questione sistemica, ben più grave. ulteriore violenza nulla avrebbe risolto, anzi, avrebbe offerto ulteriori alibi. 4. lavoro: la legge biagi non esiste, esiste la legge 30 o legge maroni che non può essere in nessun modo ascritta a marco biagi. biagi aveva tracciato le coordinate di un mercato del lavoro ispirato al modello scandinavo, il modello più avanzo d'europa, costruito dai socialdemocratici. è un sistema, e come tale non è la mera somma delle parti ma un meccanismo che ha bisogno di tutti i suoi elementi per funzionare. qualunque sia il giudizio a proposito, quindi, non può essere espresso sulla base di ciò che ha arbitrariamente realizzato la legge maroni. e se mi permetti, fatti salvi gli insindacabili giudizi politici di ciascuno (compreso l'improprio paragone, secondo me, fra biagi e brunetta), mi pare francamente aberrante definire "misericordiosa" l'esecuzione di due persone ad opera dei "compagni" delle Br. senza contare che, pur avendo scritto tu stessa questo post per ragionare sull'utilità della violenza, ammetti contemporaneamente che si è dimostrata un'azione assolutamente controproducente rispetto al fine di contrastare quella legge.
5. per concludere: io non sottovaluto la regressione culturale, civile e sociale che sta investendo l'italia e sono estremamente preoccupato così come sono incerto sul da farsi. ma ritengo che siamo ben lontani da quelle necessità oggetive terribili e nefaste che giustificherebbero la strada che hai indicato.
Violenza non violenza
Certo che affidare la
Certo che affidare la gestione della violenza
BLA BLA BLA
Te l'ho già detto Mario Paravano: non puoi intervenire qui, non si tratta di censura, ma di estetica.
On. Dacia Valent