Francamente mi fa divertire la storia.
Allora, Fulvia De Feo - quella che ci racconta di ogni sua strabiliante avventura sessuale, con implacabile dovizia di particolari, che vanno dall’individuazione dello sventurato eventuale frequentatore delle sue mucose, fino alle tragicomiche conclusioni delle sue storie epocali da 3 a 12 botte e via - mi ha querelata e tutta la Procura di Roma ha sguinzagliato investigatori, e grazie alle umide tracce lasciate dal nostro Puttanone, hanno finalmente concluso le indagini.
Sulla sua vagina e sul mio scrivere.
Parrebbe che riprendendo sul proprio blog ciò che Lia [aka Fulvia De Feo] racconta, fa e che narra abbondantemente dalle paginette della sua personalissima e patetica versione de La Philosophie dans le boudoir sarebbe un reato.
Tremo per Grazia a questo punto, perché tra scopate mistico-esotiche e depilazioni esotico-splatter potrebbe essere nel mirino.
Di questa cosa ne scrivo oggi, ancora prima della notifica del provvedimento di chiusura delle indagini perché adoro lo scrivere estremo, come ben sapete, per me è una specie di bungee jumping da tastiera, irrinunciabile.
Ora, sarà chiaro anche a voi che si tratterà di un processo divertente, vero?
Perché sarà un processo in cui si discetterà del vaginone di Fulvia De Feo e dei soldi che prende a fine rapporti sessuali occasionali, anche se sanciti in qualche Moschea di provincia.
A me sta bene.
So benissimo che starà bene anche a lei, sennò non ne avrebbe scritto. Anche se mi sembra un po’ incoerente, ché mi sentivo molto al sicuro quando lei dichiarava molto signorilmente che non mi avrebbe mai querelato perché “Avrebbe la stessa efficacia, e lo stesso significato, di una querela fatta al barbone alcolizzato che ti insolentisce in metropolitana, una querela fatta a te”. Va à savoir…
Sarà una bella occasione per vedere tanti vecchi amici, tutti convocati a testimoniare, per conoscerne di nuovi che mi sarebbe piaciuto conoscere, oltreché un’occasione per liberarmi una volta per tutte delle mail grondanti patetismo e sesso da periferia, nonché liberare il mio cellulare di tutti gli sms del povero Mullah de noantri, che non sapeva che lo si leggesse in stereofonia, alla faccia della privacy di cui - oltre al resto - si riempie la bocca il Puttanone.
Perché una volta consegnati al magistrato, mi si libera una bella porzione del Communicator e una piccola parte del computer.
Anzi, sapete che vi dico? Si approfitta dell'occasione per fare un Barcamp intitolato alla vagina del Puttanone, e che non se ne parli più. A meno che lei - come al solito - non voglia.
Naturalmente eviterò di presentare un qualsiasi genere di memoria tendente all’archiviazione, e altrettanto naturalmente chiederò di registrare ogni singola seduta del tribunale da broadcastare qui sul blog, perché il divertimento va condiviso.
Con Max Ferrari, l’ex-direttore di TelePadania, ho lasciato correre, solo perché da uno che ti chiama piangente per raccontarti che non è razzista perché ha sposato una thailandese e ha una bambina che proprio bianca non è, essù dai ritira la querela, io non ce l’ho coi negri, anzi mi hanno licenziato e non so nemmeno cosa mangiare, e via dicendo… beh - capperi - anche se l'aveva fatta grossa si lascia correre.
Col Puttanone, no.
Su, provate a immaginare lei che dice:
“Ha detto che scopo con chiunque!”
E “chiunque” che risponde “Beh, insomma è vero...”.
Priceless.
Dacia Valent
I am really speechless. I
E' un pezzo che non ti
la pregnanza delle tue lotte...interiori
Armi e bagagli
Laura,
ho letto un altro tuo commento su questo blog. Direi che posso tranquillamente fare a meno di te. Se ti va, continua a commentare, che magari ti completa la vita. Per quanto mi riguarda, no way, questa è la mia prima, unica e ultima risposta.
Dacia Valent
chiarisciti le idee
link video intervista studente non allegato sopra
sono giovannino, sono un
La Palisse
Se sei Giovannino non sei chiunque. Insomma, deciditi. Se poi volessi fare sesso con la tizia di cui parlo, è davvero semplicissimo. Secondo me ce la faresti anche tu.
Dacia Valent
sei soltanto una prostituta
INVIDIA DELLA PENA