Come si fa a scrivere un post di solidarietà? Insomma, sono incapace di cose carine, come tutti voi sapete bene.
Quindi, eccovi - oh, miei porci - un po’ delle mie perle.
Facciamo che ve lo racconto come un poliziesco. Perché di questo si tratta.
Esistono dei colpevoli, degli accusatori, dei morti, degli investigatori e dei testimoni.
Forse alcuni di voi ricordano Kilombo, quello che era partito come l’aggregatore delle sinistre.
Certo, era un gran bel sogno. Sappiamo che è sempre stato difficile aggregare a sinistra, lo è ancora di più adesso, da quando qualsiasi imbecille si sente intitolato a blablablare attraverso una tastiera.
E la cosa surreale è che di solito parlano tanto.
Ma lasciamo stare, che sennò diventa un plagio di "Qualcuno volò sul nido del cuculo".
Torniamo alla nostra storia.
Un giorno, un gruppetto di persone si sono incontrate e hanno deciso di fucilare dei compagni.
Sono stati in grado di farlo solo grazie al contributo di un tizio, la cui unica caratteristica rilevante era quella di aver avuto una carta di credito disponibile quando è stato il momento giusto, intestandosi il dominio.
Parlo di tale Paolo Giachin. Indagato - tra l'altro, insieme a Ramone, ai suoi amichetti del FULK e, purtroppo, agli iscritti di Kilombo - per vilipendio di cadavere. Cioè, una specie di allegro necrofilo da Web, che gozziviglia con u po' di necrofili da Web. Rigorosamente di "quasi sinistra". Fico, eh?
È una storia di piccole e spiacevoli vendette personali.
All’intestatario dl dominio non stavano bene un paio di persone, che tra l’altro godevano della stima del collettivo, tanto da venir eletti ogni volta che si candidavano alla redazione.
Valerio Pieroni da cui mi separa un baratro di formazione e di convinzioni (anche di età, perché è un ragazzino, almeno in confronto a me) e Claudio Francesconi, poeta dialettale e piddino sfegatato, di quelli che non li schiodi dal sostegno al PD nemmeno facendogli trovare Veltroni e D’Alema con una mannaia sul corpo appena massacrato del PCI…
Agli altri del gruppetto di fucilatori non andavano giù persone che sapevano infinitamente migliori di loro, sotto ogni aspetto: dall’integrità morale, al rigore intellettuale, alla capacità di farsi carico delle proprie responsabilità. Firmandosi.
Questo piccolo gruppo, animato da rancore ma soprattutto da invidia, dopo una campagna di denigrazione durata mesi nei confronti di alcune compagne, è riuscito nell’intento del take over dell’aggregatore.
Solo che non tutte le ciambelle riescono col buco.
Perché penso a quella redattrice che giurando eterna fedeltà - anche oggi - ai suoi associati malevoli, si era candidata alla redazione solo per far rientrare Antonio Ramone aka Precariopoli, che asserisce di essere un architetto lombardo finito a fare l’operatore di call centre (bizzarro che non esista traccia di alcun Ramone Antonio all’ordine), oppure al povero Giachin - il tipo equivoco con la carta di credito al momento giusto - che confezionava insieme al Ramone volantini web di minacce di morte a compagni colpevoli solo di non essere degli emeriti imbecilli come lui.
Mi piace il plot e quindi vado avanti.
Vi chiederete perché parlo di questo Antonio Ramone.
Semplicemente perché a farle troppo grosse a volte si sbaglia e la si fa fuori dal vasino.
Il Ramone, esattamente come Sebastiano Salis (da notare che entrambi sono sulla stessa piattaforma "leftlab, frequentata anche del resto del grupetto di stalker, piattaforma riconducibile all'Eckstein, noto anche come SPB, un troll conosciuto e denunciato da molti), segretario di una remota sezione burina di Rifondazione Comunista e membro del direttivo provinciale del partito a Frosinone (mi viene un po’ da ridere, visto che quel partito l’ho fondato anche io…) il giorno della morte di alcuni lavoratori della difesa (credo che Pasolini li chiamerebbe così, no?) saltella tutto eccitato e - facendo il verso al Salis, che chiama ripetutamente mercenari quei poveri padri di famiglia trucidati mentre lavoravano, compiacendosi del loro soave schiattare - dichiara tutto contento, con tanto di pubblicazione sulla HP di Kilombo - che “sulla ruota di Kabul è uscito il sei”.
Simpatico..
Lo so, è difficile capire i meccanismi nella mente di queste persone.
Ma pensate a questi militari come a dei lavoratori: prendono uno stipendio dallo stato e sono morti sul lavoro. Non sono mercenari, sono grigissimi impiegati statali.
Sono lavoratori esattamente come gli operai che costruiscono una palazzina, come il metalmeccanico di un’acciaieria.
Certo, direte: questi ammazzavano la gente.
Io vi dirò che è un gioco che si conduce in coppia: io ti ammazzo, ma anche tu puoi ammazzarmi, esattamente come è successo. Cosa che per esempio uno degli sfollati dell'Aquila non può dire all'operaio morto in cantiere che sapeva benissimo che il materiale usato era una ciofeca. Insomma.
Vi dirò, forse anche l’operaio caduto dall’impalcatura che diventa “un’inaccettabile morte bianca” su cui protestare e indignarsi e stracciarsi le "rosse vesti", avrebbe potuto e dovuto sapere che forse i materiali usati dal suo datore di lavoro era scadente, e magari non l’ha denunciato.
Su, dai, vogliamo fare le pulci a ogni muratore morto sul luogo di lavoro? Mah.
Beh, ma questa sarebbe un’altra storia. Torniamo alla mia.
Pare che adesso siano in molti a voler saper chi sia ‘sto Precariopoli. E questi molti sono in divisa, oppure anche in borghese, ma seduti su poltrone in tribunale, dalla parte del giudice, mica da quella in cui si siederanno i vari complici dell’Antonio Ramone. Tipo il Giachin.
Ho spiegato alla polizia che nessuno meglio di Laditux (candidatasi alla redazione di Kilombo proprio per garantire libertà di espressione ad “Antonio Ramone”, già destinataria insieme alla sua combriccola di un mirabolante premio proveniente da un’altra sanissima combriccola, che vedeva tra i propri sostenitori e volontari tale Roberto Sandalo, oltre alla maga Lisistrata), Paolo Giachin che con “Antonio Ramone” proferiva minacce di morte e compilava liste di proscrizione, Dario Ballini altro premiato dalla feccia fascista e razzista e altro firmatario del Fulk, insieme a Samie the observer, Sebastiano Salis e Mario Paravano. Vi dicevo, chi meglio dei suoi complici e associati potrebbe dire alla madama di chi si tratta. Mica saranno stati così coglioni da intrattenerci solo rapporti via mail? E di iscriversi ai suoi aggregatori? E di sostenerlo a spada tratta solo perché gli piaceva il nick? Massù, saranno coglioni così?
Insomma, se si fanno di queste cosacce con qualcuno, quel qualcuno come minimo si dovrebbe conoscerlo, no? Soprattutto quando magari siamo il segretario di una sezione di partito che si rischia di trascinare fango insieme a noi.
Oppure sono un totale imbranato che dovrebbe essere tenuto lontano da qualsiasi tastiera e messo in una stanza imbottita.
Quindi, considerato che sembrano persone mediamente intelligenti (oddio…), ritengo che loro conoscano di persona “Antonio Ramone”.
Ed è esattamente quello che ho detto alla Polizia.
Certo, Giachin, che è già stato sentito dalla polizia di Mantova, a cui ha fatto il mio nome come garanzia e discolpa - che picio - mi ha chiamata il giorno prima per chiedermi di aiutarlo: voleva sapere chi è Ramone.
Come se non lo sapesse.
E in cambio mi ha fatto balenare la possibilità di intestarmi Kilombo. Fico vero? Basterebbe che io dicessi che Giachin non ne sapeva niente e che è stato usato - inconsapevole carrier delle puttanate di un gruppetto di imbecilli violenti e fascisti - per aver Kilombo tutto per me.
Solo che francamente, non mi interessa. Se lo tenesse e affrontasse, per una volta, la vita.
Lui sa benissimo chi è Ramone. È il suo compagno-complice del Fulk, no? Sono quelli del fuciliamoli democraticamente.
La cosa peggiore, però, è che stanno passando a setaccio tutti i blog aggregati a Kilombo.
Provate a unire l’indagine su Antonio Ramone/Giachin all’articolo uscito oggi su Repubblica sull’ineffabile amico della porno prof da ringhiera (Barbara Albertoni), il negazionista dell’olocausto Caracciolo, con la chiusura del gruppo su FB di quegli ebeti del “uccidiamo Berlusconi”, direi che sono davvero sul piede di guerra. E vi stanno leggendo e “capando” come si dice a Roma.
Tutti, ma proprio tutti.
Perché dopo le sparate del gruppo che fa capo ad Antonio Ramone e a Giachin, beh, siete tutti sotto botta, cari compagni.
Non so quanto faccia bene al proseguimento dell’attività di blogging essere aggregati a Kilombo.
Cioè, ricordo una volta si discuteva, e c’era spessore, adesso è diventato l’anticamera della procura di Mantova.
Buon per voi.
E tutto questo perché a Paolo Giachin stava sul culo Pieroni. Tutto questo perché abbiamo dovuto subire le scalmane di una porno prof da ringhiera, tutto questo perché un troll come Eckstein continua imperterrito a rompere le palle alle persone perbene come voi e a quelle permale come me.
Patetico.
Vedete, basta sedersi sulla riva del fiume, e prima o poi un sacco dell’immondizia farà capolino.
Vi chiederete a chi sia dedicata la solidarietà di cui parlavo all’inizio.
Bene.
A Tina Galante. Una gentildonna che da quasi due anni subisce un linciaggio intollerabile da parte proprio di questo gruppetto di persone.
Tina, ti prego, non chiudere il blog. Mi piace respirare la tua aria e mi piaci tu.
Dacia Valent
Dacia disse:
ma 'sta jihad e 'sto martirio?
Hi. This blog is Drupal
Qualcun altro sta cercando Antonio Ramone
Ma rifondazione lo sa?
ottimo post...
La solidarietà sociale si
Un link non si nega a nessuno
Anche a me è piaciuto questo
Anche a me è piaciuto questo post.
Spartacus Quirinus
Perchè, Kilombo vive ancora?
Semplicemente grazie.
Berlusconi comanda... e i comunisti fake diventano segretari