Le troie italiane, bianche e cristiane costano - per gli arabi - 50 euro a serata.
E pare non le si debbano nemmeno violentare, come scrivono quotidianamente i giornali. Basta pagarle, no? E chi è quel pezzente che non ha 50 euro da dare alle nostre "migliori"?
Basta che si presentino con il curriculum e le mutandine in mano, le molto puttanelle.
Magari accompagnate dalle mamme pappone (perché una figlia troia ha sempre per madre una prosseneta apprensiva, insomma, siamo o no il paese di mamme e figlie al di sotto di ogni sospetto?) oppure un imprenditore aggressivo, che quando è polacco viene chiamato magnaccia, ma quando è uno dei nostri connazionali "italiano brava gente", viene definito manager. Magari della sanità, come il Tarantini.
Una nuova frontiera dei valori cristiani e del turismo, direi.
Ficcatemi un crocefisso in figa, magari divento cristiana anche io, senza problemi e soprattutto sentendomi parte di un paese che definire finito sia dal punto di vista economico, sia da quelli culturale e sociale sarebbe pietoso.
Complimenti a Berlusconi per aver fatto dell’Italia una meta per il turismo sessuale, una specie di Putan Tour per una manica di capi di stato troppo vecchi, troppo coglioni, troppo arrapati e in manca di viagra.
Non deve rispondere alle 10 domande di Repubblica, il Berlusconi, basterebbe che si tenesse quel coso triste e moscio nei boxer e saremmo a posto.
Ragazze, giusto un suggerimento: il corpo umano, soprattutto quello delle donne, ha altri slot da far lavorare, non solo la figa, eh?
E, comunque, 50 euro li prendete pure sulla Salaria, senza curriculum. O almeno, da quelle parti pare che non si chiami così.
Sia mai che regalando il Santo Corano a queste ragazzette scollacciate e pigre, in grado solo di aprire le gambe, non si riesca a farne delle brave cristiane. Nel vero senso del termine.
Dacia Valent
Non direi
HAI ROTTO
Esagerata