“Asunciòn, vieni che ti porto a fare un giro in piazza”
“Non puedo señor, devo finire di pulire il bagno...”
“Lascia stare che oggi ti faccio scioperare, magari lo finisci dopo”.
Oppure:
“Mhhhhh Svetlana, sei davvero la migliore, ancora…”
“Ghhhhh…”
“Senti, ma cosa fai il primo marzo? Sai, con degli amici di Facebook abbiamo organizzato il grande sciopero degli immigrati”
“Ghhhhhhh…. Ghhhhhhoogle...”
“Ah, che bocca che hai, senti, se vieni ti do altri 50 euri”
O ancora:
“No, cazzo, il vetro non devi pulirmelo è già pulito!”
“Dai, tu dare me solo 50 cents capo”
“Tieni ma non toccarmi il vetro, piuttosto, che fai il primo marzo?”
“Io non saper nemmeno se stare in italia, sai no soggorno, mi dai i 50 cent?”
“Se vieni con me ti do due euri”
O magari:
“Dottore, secondo lei potrebbe trattarsi della prostata?”
“Mah, vediamo, lei intanto si pieghi per bene”
“Senta, lei di dove è?”
“Del Congo Kinshasa”
“Sa che abbiamo organizzato un grande sciopero il primo marzo per emanciparla? Ci verrebbe?”
“Scusi, emanciparmi da cosa che sono il primario di urologia qui.Su tiri un bel respiro e rilassi lo sfintere, pronto?”
O peggio:
“Tu sei la compagna di scuola di mia figlia Anna, vero? Di dove sei, della Cina?”
“A dire il vero sono italiana…”
“Ma sembri proprio cinese… Senti, il primo marzo ho organizzato con milioni di amici di Feisbuc un grande sciopero per aiutarti… non puoi venire portando tanti amichetti tuoi? Sai così domani non avrai problemi a fare i lavori che Annina non vorrà fare…”.
E perché no?
“Babu, senti domani c’è il grande sciopero generale degli immigrati, che fai ci vieni?”
“Tu vuoi anche un po’ di riso basmati?”
“Si, dai dammelo, insomma, lo abiamo organizzato per salvarti...”
“Come no, tu vuoi anche questi mango, papaya e avocado?”
“Massì, mettici anche quelli... [ma cosa sarà mai l’avocado...] allora Babu che fai ci vieni?”
“Come no, sono 45 euro”.
E potrei continuare all’infinito.
Perché so che sarà di questo tenore il “dibattito” che i nostri impavidi organizzatori di popoli diseredati intratterranno con i loro protetti, pur di portare qualche faccia scura o esotica al loro corteo fighetto del 1° marzo.
È sconsolante constatare quali danni abbia fatto l’atmosfera grondante talmente tanto razzismo da renderlo quasi impalpabile in cui viviamo da quasi 20 anni.
Anche a sinistra - o a ciò che a torto si considera sinistra.
Gli immigrati perdono la loro individualità per diventare un gruppo indistinto di persone che scioperano non per rivendicare migliori condizioni sul proprio luogo di lavoro, forti di una professionalità o di una manualità che li rende se non indispensabili almeno utili all’azienda.
No, gli immigrati devono - nella testa di questi teneri cialtroni - scioperare in quanto immigrati.
Non importa se laureati o prostitute, lavavetri o preti, muratori o ballerine. Loro non esistono in quanto individui ma solo in quanto négher.
E questo è di una tristezza infinita.
Verrebbe da chiedere a questi draghi della nuova frontiera sindacale quante assemblee abbiano organizzato nelle fabbriche del nord, quanti consigli di fabbrica (che spesso sono a maggioranza immigrata) abbiano aderito, quanti si asterranno dal lavoro...
Oppure quante assemblee nei campi di raccolta, o per strada con le ragazze, o negli ospedali con infermiere, medici e badanti, o nelle piazzette di giovedì pomeriggio.
Posso scommettere che non ne è stata fatta nemmeno una? E posso permettermi di vincerla questa scommessa?
Perché lo sciopero fighetto non prevede contatti veri con gli immigrati.
Prevede solo contatti sui blog degli organizzatori e dell’allegra combriccola di fiancheggiatori, prevede solo dei miseri click in facebook, prevede tutto meno lo sporcarsi di reale.
Lo sciopero dei miserabili, dove i miserabili non sono gli immigrati, ma i fighetti che cliccano, e cliccano, e cliccano ancora.
È tutto tristemente virtuale.
E la cosa grave è che questi fancazzisti da tastiera non si accorgono della violenza razzista che sprigiona quest’iniziativa: se da una parte li trattano come schiavi, relegandoli al ruolo di manodopera priva di ogni diritto e di ogni possibilità di rivendicazione pena ritorsioni che arrivano finanche alla strage, da questa invece li privano del diritto di scegliere i loro tempi, le loro priorità e li rinchiudono nel recinto del protezionismo missionario ciabattone.
Francamente ha fatto di più Maroni per gli immigrati di Rosarno - parlo di quelli clandestini a cui ha accordato un permesso di soggiorno totalmente imprevisto dalla legge - che i gruppettari dal click facile in FB.
Quello che non riesco a capire è perché sia necessario parlare di questa cosa fighetta come di uno sciopero che, si sa già, nei fatti sarà un fallimento e che ricadrà come un macigno per anni su altre iniziative analoghe ma organizzate sul territorio, con fatica e consapevolezza delle reali condizioni, non solo quelle filtrate dalle reti televisive in manca di altri servizi strappalacrime.
Non potevano organizzare la “giornata contro il razzismo”, oppure “italiani in sciopero contro il razzismo”?
È un lunedì, il primo marzo, davvero questi masanielli bislacchi, presieduti da una giornalista di Glamour (per Allah!) si asterranno dal lavoro per andare in piazza?
O ancora meglio, se son così decisi a fare qualcosa, perché invece di incombere così pesantemente sulla vita degli altri non mettono la mano al portafogli?
Mi risultano quasi 38mila aderenti. Beh, contribuissero sul conto che Banca Etica ha aperto con 100 euro a testa, destinandoli all’Associazione Giuristi Democratici.
Questi avvocati coraggiosi, che lavorano da anni sul campo, smenandoci in proprio - perché opporsi ai tribunali e poi doverci andare a lavorare direi che è davvero da temerari - potrebbero stilare un vademecum da tradurre nelle lingue più parlate che spieghi cosa fare in ognuna delle situazioni di discriminazione in cui si trovano o potrebbero trovarsi: dai fermi abusivi, alle perquisizioni illegittime, ai sequestri illegali, alle lungaggini burocratico-amministrative, ai decreti di espulsione punitivi, alla negazione della liberta di culto, alle vertenze sindacali sia individuali sia collettive.
Niente indirizzi di mense o roba del genere, solo come rispondere ai soprusi, in forza delle leggi vigenti e della Costituazione, con dignità e senza timore e i numeri degli avvocati disponibili nella propria zona.
Vi rendete conto che mettereste quest’associazione finalmente in grado di fare un lavoro splendido sui diritti civili? Si tratterebbe di quasi 4 milioni di euro.
Certo che ve ne rendete conto, ma volete mettere il manifestare e dire “io c’ero”? Anche se gli immigrati non parteciperanno, poi si potrà dire che non erano pronti, che non capiscono, che non è nella loro cultura scioperare, e così via.
Per voi - ma forse è solo una mia impressione - l’importante è apparire.
Posso fare un’altra scommessa? Se scavo nel vostro passato (come voi vi siete dilettati di scavare nel mio, perché non mi si contesta nel merito ma mi si scredita, in puro stile squadrista) vi ritroverei quasi tutti in quella vecchia manifestazione “siamo tutti coglioni”, e giù giù fino ai popoli di vari colori, tra grilli parlanti e travagli esteriori.
Ecco, direi che “Siamo tutti coglioni” era la manifestazione giusta per voi.
Non pensate lo sia anche per gli immigrati.
Dacia Valent
"siamo tutti coglioni", solo
Meglio coglioni che cinici
Chissà perché l'albanello di merda...
x il solito troglione ad personam
Ritvan sei una merda
x il solito troglione razzistoide qui sopra
E' inutile...
x il solito troglione razzistoide
Merda lo stesso?
Scusa Ritvan (quello vero),
Scherzi da prete
Ritvan, alle tue spalle mai! :-)
x disamistade
sciopero fighetto
Ecco, adesso appare anche il
Ciao Daciona
Est modus in rebus
Lo sappiamo...
x il solito troglione ad personam
Ho rischiato di crepare dal
almeno cominci a fare autocritica
l'apologia di Maroni che con
orca
orcatro'