Circo delle Pulci

La vagina di Lia di Haramlik va in tribunale

 

Francamente mi fa divertire la storia.

Allora, Fulvia De Feo - quella che ci racconta di ogni sua strabiliante avventura sessuale, con implacabile dovizia di particolari, che vanno dall’individuazione dello sventurato eventuale frequentatore delle sue mucose, fino alle tragicomiche conclusioni delle sue storie epocali da 3 a 12 botte e via - mi ha querelata e tutta la Procura di Roma ha sguinzagliato investigatori, e grazie alle umide tracce lasciate dal nostro Puttanone, hanno finalmente concluso le indagini.

Sulla sua vagina e sul mio scrivere.

Parrebbe che riprendendo sul proprio blog ciò che Lia [aka Fulvia De Feo] racconta, fa e che narra abbondantemente dalle paginette della sua personalissima  e patetica versione de La Philosophie dans le boudoir sarebbe un reato.

Tremo per Grazia a questo punto, perché tra scopate mistico-esotiche e depilazioni esotico-splatter potrebbe essere nel mirino.

Di questa cosa ne scrivo oggi, ancora prima della notifica del provvedimento di chiusura delle indagini perché adoro lo scrivere estremo, come ben sapete, per me è una specie di bungee jumping da tastiera, irrinunciabile.

Ora, sarà chiaro anche a voi che si tratterà di un processo divertente, vero? 

Perché sarà un processo in cui si discetterà del vaginone di Fulvia De Feo e dei soldi che prende a fine rapporti sessuali occasionali, anche se sanciti in qualche Moschea di provincia.

A me sta bene.

So benissimo che starà bene anche a lei, sennò non ne avrebbe scritto. Anche se mi sembra un po’ incoerente, ché mi sentivo molto al sicuro quando lei dichiarava molto signorilmente che non mi avrebbe mai querelato perché “Avrebbe la stessa efficacia, e lo stesso significato, di una querela fatta al barbone alcolizzato che ti insolentisce in metropolitana, una querela fatta a te. Va à savoir…

Sarà una bella occasione per vedere tanti vecchi amici, tutti convocati a testimoniare, per conoscerne di nuovi che mi sarebbe piaciuto conoscere, oltreché un’occasione per liberarmi una volta per tutte delle mail grondanti patetismo e sesso da periferia, nonché liberare il mio cellulare di tutti gli sms del povero Mullah de noantri, che non sapeva che lo si leggesse in stereofonia, alla faccia della privacy di cui - oltre al resto - si riempie la bocca il Puttanone.

Perché una volta consegnati al magistrato, mi si libera una bella porzione del Communicator e una piccola parte del computer.

Anzi, sapete che vi dico? Si approfitta dell'occasione per fare un Barcamp intitolato alla vagina del Puttanone, e che non se ne parli più. A meno che lei - come al solito - non voglia.

Naturalmente eviterò di presentare un qualsiasi genere di memoria tendente all’archiviazione, e altrettanto naturalmente chiederò di registrare ogni singola seduta del tribunale da broadcastare qui sul blog, perché il divertimento va condiviso.

Con Max Ferrari, l’ex-direttore di TelePadania, ho lasciato correre, solo perché da uno che ti chiama piangente per raccontarti che non è razzista perché ha sposato una thailandese e ha una bambina che proprio bianca non è, essù dai ritira la querela, io non ce l’ho coi negri, anzi mi hanno licenziato e non so nemmeno cosa mangiare, e via dicendo… beh - capperi - anche se l'aveva fatta grossa si lascia correre.

Col Puttanone, no.

Su, provate a immaginare lei che dice:

Ha detto che scopo con chiunque!”

E “chiunque” che risponde “Beh, insomma è vero...”.

Priceless.

Dacia Valent

 

Bilancino

 

Anche quest’anno sta finendo.

Mi piace il bilancio che ne sta venendo fuori.

Sto finendo di scrivere il mio libro (che naturalmente non sono riuscita a consegnare in tempo per natale) e ne ho cominciato addirittura un secondo, dove pubblicherò tutti i commenti in giro per la rete (e anche quelli sul mio blog) ai miei pezzi più controversi.

Sono assolutamente deliziosi, decostruttivisti come piacciono a me.

Ho una casina piccola piccola, a pochi centimetri dal raccordo anulare, ma dentro c’è tutto: adsl, satellite, microonde, fornello a carbone per profumarmi alla somala, un terrazzo meraviglioso, il bbq, e amici a cui chiedere di tenermi la manina alla bisogna.

Ho avuto un anno orribile, ma sta andando meglio. Davvero meglio.

C’è aria di ribellione, c’è aria di cambiamento. E questo mi riempie di speranza e di gioia.

Considero il mio anno on the road un’esperienza preziosa e meravigliosa.

Ho conosciuto persone incredibili, sia in senso buono sia in senso cattivo.

Sono stata parecchi mesi in ospedale a farmi più forte e più bella (anche se era praticamente impossibile, perché sono già bellissima).

Ho vissuto con persone incredibilmente forti che hanno saputo sopportarmi (grazie ragazze) e da persone di una debolezza, soprattutto mentale, da fare paura. Ho visto bambine abbandonate a loro stesse e anziani negletti, neri orgogliosi nella loro massima povertà e bianchi stupidamente orgogliosi della loro pigrizia.

Ho visto cose che voi umani…

Ho capito chi sono gli amici e chi i nemici, ho compreso che non tutto quello che si ammanta di rosso è compagno, che il complottesimo è una setta di minorati mentali strafatti e promiscui, soprattutto quando donne.

Ho rimesso in ordine le mie priorità e mi sento pronta a ricominciare, ancora una volta e ancora sulla breccia.

Girellando qui e lì ho trovato alcuni gruppi favolosi su Facebook, dai suggestivi titoli “Dacia Valent la merda sei tu”, "per chi vuole mandare a fanculo dacia valent per l'articolo che ha scritto!", "chi è dacia valent", "Se fosse possibile.. FARESTI ESPELLERE DACIA VALENT DALL'ITALIA!?" (dove ho scoperto che perfino un uno meglio specificato gruppo di "paninari" mi vorrebbero morta....).

Naturalmente non mancano i soliti due patetici, la filosofa del buduar (che può vantare un mento pelosissimo, che si spulcia ogni mattina mentre in mutande ascellari "diffonde il suo verbo" in internet) e il Sir Percy Blakeney, ormai svelato, ma all'epoca in una delle sue molteplici emanzioni, quelle che gli consentono di nascondere un'allarmante mancanza di personalità, che hanno messo su una robetta patetica a cui si sono iscritti solo loro e un paio di dementi finti.

Però mi fanno una tenerezza: insomma, 2.235 persone che si aggregano in mio nome, molto meglio di Gesù, se me lo consentite…

Ho anche scoperto di avere un codazzo di fedeli ammiratori, che dei loro blog hanno fatto una specie di reliquiario costantemente aggiornato su di me, si tratta di Korvo Rosso e pensareinprofondo, featuring nei commenti la solita sudicia strafattona, ladytux (ho visto la sua foto e giuro, a me pare Tattoo, il nano di Fantasilandia), Samie (una scimmietta buffissima, esperta del lancio della pietra e occultamento della mano) e una serie di anonimi commentatori, che suppongo siano sempre loro.

Unitamente - naturalmente - alla loro nuova amichetta, che in periodo natalizio e post natalizio fa bene coltivare certe amicizie, la Maga Lisistrata, in arte Adriana Bolchini Gaigher, una vecchia befana con velleità di santona della politica internazionale che si manitiene organizzando corsi di sciamanesimo brianzolo e vendendo numeri del lotto che le vengono comunicati da ectoplasmi o roba del genere, e che di Islam si è occupata molto attivamente soprattutto tramite uno dei suoi collaboratori di redazione, tale Roberto Severini meglio conosciuto come Roberto Sandalo, condannato a 9 anni, 9 mesi e 20 giorni per gli attentati contro le Moschee e per i progettati attentati contro professori universitari, odiati da Cristiano Allam, ma la cui moglie rimane dirigente delle attività collaterali della mefitica, buffa (ed esoterica) vecchietta rotellomunita.

Una cosa tristissima, perché una volta ero convinta che fossero persone decenti, o quantomeno normali  (eccetto la Maga Adriana "Lisistrata" Bolchini, per carità, che spero le diano la social card, ché con 275 € di pensione mica si può vivere, neh?) e lo scoprire che avevo a che fare con dei patetici adolescenti invecchiati male, chiaramente disfunzionali e mentalmente disordinati, è stato davvero un brutto colpo.

Ho il timore che lo facciano solo perché sono parte di una stravagante minisetta di cretini seguaci del credo di San EMKG (Eckstein Michael Karol Giovan, aka Spb) e di Santa Barbarella da Porconia (Barbara Albertoni aka cloroalclero). Questi qui, se non facciamo attenzione, ce li ritroviamo a Milano Marittima a fare un suicidio collettivo con un cocktail a base di Raid e Baygon.

Sono venuta anche a sapere di essere una pedofila, alcolizzata e corrotta che ha rubato miliardi ma barboneggia sotto i ponti vivendo di espedienti (immagino di farlo per depistare quelli della Direzione delle Entrate, mica sono scema io...). Non solo, ma sarei (sono?) anche un'infiltrata della polizia, dopo tutto quello che ho subito dalla madama e dalla magistratura. E tutto ciò perché ho fatto il poliziotto.

No, giusto per capire: se avessi fatto la sarta che cosa sarei stata? Un'infiltrata della Singer? Idioti.

Naturalmente la fonte (amplificata dal solito codazzo di troll umani) è sempre quella draghessa tossica e sudiciona che vive a Milano e insegna al Liceo Linguistico Manzoni, ma anche l'altra professoressa che vive a Genova, insegna al Liceo Montale scopandosi tutto lo scopabile universale, basta che se lo facciano venire decentemente duro e respirino, Fulvia De Feo, che - davvero - a seguire le evoluzioni della sua vulvazza (su cui ci tiene puntualmente informati dal suo pregevolissimo blog) viene la vaginite cronica anche agli uomini che leggono.

(Aperta parentesi: ma queste professoresse promiscue, drogatelle e un po' ninfomani, quando compiono i 46 anni, diventano tutte così? Qualcuno mi illumini... Chiusa parentesi)

Insomma, un anno piuttosto divertente ed appagante, perché il solo fatto che questi passino le loro giornate a scambiarsi mail e pacche sul groppone quando scrivono una delle loro puttanate sui propri blog o su quelli fake che hanno creato (vebbavvalent.blogspot.com e daciavalent.blogspot.com), vuol dire che mi pensano, costantemente.

E per loro deve essere la più terribile delle punizioni.

Ma che volete che vi dica, quando qualcuno è un monumento, è consapevole che uno dei rischi che corre è quello che alcuni patetici e pidocchiosi "picioni" e "korvacci®" [il copy è dell'ottimo Spartacus Quirinus, redattore storico di Kilombo] le caghino addosso.

Noblesse oblige…

Dacia Valent

 

Per Sostiene Proudhon

Caro Sostiene Proudhon,

al tuo commento rispondo qui.

Ecco, vedi, non credo che la nonviolenza sia un fine e ancora di meno un principio.

Io credo, appunto, che sia semplicemente uno dei mezzi [risorse] di cui si dota un movimento, un popolo, la classe, in un dato periodo storico per ottenere ciò di cui ha effettivamente bisogno in quel preciso momento, con un occhio ai futuri diritti dei loro figli. Forse anche per questo venivano definiti proletari.

E credo anche che ciò che si ottiene sia in definitiva l'eredità di lotte sanguinolente fatte da brave persone che si sono trovate a dover fare delle scelte pesanti.

Pensa ai partigiani, ai maquis, all'Irgun, a Fatah, pensa agli anarchici di Chicago, ai setaioli di Lione, alla Comune di Parigi, ai bambini schivizzati nelle fabbriche inglesi duecento anni fa e a quelli schiavizzati oggi nel subcontinente indiano, ai contadini del Chiapas, ai minatori in Belgio e Germania, e ai nostri compagni in Fiat, e Italsider e Ansaldo.

Credi che a loro facesse piacere sabotare, minare, mettere bombe e uccidere altre persone? Non credo proprio. E poi, davvero credi che le BR amassero uccidere per il gusto di uccidere?

Se davvero lo pensi, mi sa che sei fuori strada.

Ma quello che hanno ottenuto secoli di violenza operaia e di classe, noi lo stiamo cedendo con la nonviolenza festante e colorata di cui andiamo così tanto orgogliosi: lo Statuto dei Lavoratori, l'istruzione pubblica e garantita ad ognuno, la sanità pubblica, il diritto all'alloggio, il diritto ad una famiglia basata sull'amore e non sul genere.

Se la struttura di potere è violenta, non credo che canticchiare slogan sia la soluzione.

Abbiamo abdicato al senso critico, alle lotte, all'indignazione, semplicemente perché ci siamo adeguati all'emergenzialismo, che vuole un netto distacco da ognuna delle pratiche della classe (obiezione di coscienza non programmata, violenza di piazza, sciopero autogestito) per ottenere, da chi ci opprime, un voto positivo (come se fossimo bambini) a ciò che noi facciamo, salvo poi essere informati succintamente che continueranno per la loro strada.

Siamo come le scimmie di mare che si compravano su "il monello": buone per far divertire la struttura di potere e per darle un'aura di "democrazia", mentre stanno riducendo in maniera esponenziale ogni spazio di esercizio della stessa per ciascuno di noi, per garantire i privilegi dei pochi.

I principi sono altri, molto più ideali, alcuni sono libertà, uguaglianza, giustizia, e i loro derivati (per esempio e per citarne solo una per ciascuno), la libertà di espressione, l’uguaglianza di fronte alla legge, la giustizia sociale.

E nella stessa maniera in cui tu non giudicheresti incoerente il nonviolento che si fa partigiano, io non classifico come delinquente chi ha fatto questa scelta, facendola per motivi di forza maggiore politica e non di potere, che possono essere molteplici, ma in definitiva si riducono alla presa d’atto dell’impotenza della classe di soddisfare le proprie necessità usando i mezzi "legali" messi a disposizione dalla struttura di potere illegale.

E sai bene che non parlo dell’ultimo televisore al plasma, ma dell’avere un interlocutore istituzionale che si faccia interprete di questi bisogni all’interno delle istituzioni in cui siede, molto ma molto comodo.

Parlo della sicurezza sul lavoro e anche della sicurezza del lavoro, parlo della distribuzione equa delle ricchezze, parlo di equità sociale, di tutela ambientale, di opposizione alla guerra.

Quanti compagni sono finiti in prigione negli ultimi anni perché non avevano nessuno che li rappresentasse, se non sfilando compunti (ma festanti anche loro, perdìo!) salvo poi votare le peggiori puttanate in parlamento o addirittura in Consiglio dei Ministri quando c’erano?

Cosa avrebbero dovuto fare? Prendersi per mano e cantare le canzoncine partigiane e aspettare e sperare che già l’ora si “avvicinare”?

La violenza, l’estremismo e il terrorismo non sono frutto di una partenogesi di classe, vengono fecondati dal disinteresse della classe dirigente di riferimento e dal loro distacco dai bisogni reali: il pane e il riso (o la pasta), ma anche l’istruzione e il lavoro, il tempo libero e il diritto ad avere una famiglia, comunque tu la voglia e la senta tua, e la garanzia di una vecchiaia serena.

E io credo che questo contesto, il nostro attuale contesto, faccia testo, e che le attente valutazioni dei nonviolenti nostrani siano frutto più di pigrizia e paura indolente che di vaglio e scelta politici.

E poi, scusa, un tizio può diventare partigiano, potendo mettersi il mitra in spalla e andare su per le montagne come un allegro stambecco, solo nel caso tu ritenessi che quel determinato governo sia un regime fascista?

Non ti pare che, forse forse, avrebbe il diritto anche lui di decidere della qualità delle sofferenze che gli vengono propinate in nome della “flessibilità solidale” (solidale con il "povero padrone" suppongo) dei tanto gentili socialisti liberali, e in base a questo e alle sue possibilità di negoziare in maniera nonviolenta possa decidere se invece usare altre opzioni alla portata della sua volontà di cambiare davvero le cose?

Anche i partigiani venivano chiamati terroristi, dal regime fascista che li governava. Ma solo dai fascisti.

Comunque, io ho solo fatto una domanda:

perché in  Francia, in Grecia, anche in Germania, Olanda, Danimarca, i compagni si ribellano e sfasciano tutto, mentre in Italia ci siamo adagiati ghandhianamente bocconi accettando non stoicamente bensì stolidamente  qualsiasi dolore la struttura di potere decida di infliggerci?

Perché la morte di Carlo Giuliani è stata inquinata da tutti quei distinguo che hanno fatto del male alla sua famiglia, al movimento e alla classe in generale, quando si trattava di un ragazzino minuto che stava lanciando un estintore da una distanza di 6.5 mt. verso uno che gli stava puntando la pistola alla testa, che lo ha ucciso e che è stato successivamente prosciolto da ogni accusa?

Davvero, da quando siete diventati così esperti nei distinguo?

E tu, poi, come lo sai che se avessimo distrutto Genova e Milano e Roma e Napoli le cose non sarebbero effettivamente cambiate?

Ah, già, tu lo sai - certamente e per certo - perché saresti stato tra quelli a condannare la violenza, dall'alto della tua indolentissima nonviolenza che ci ha regalato la non società nella quale vivacchiamo a stento.

Ma davvero sei convinto che una reazione generale e violenta della piazza, di fronte all’omicidio a  sangue freddo di un ragazzo che manifestava per altri ragazzi come lui, senza voce e senza speranze, Carlo Giuliani, avrebbe dato un alibi alla struttura di potere per poter ridurre ulteriormente i nostri “diritti di pubblico sovrano”?

Bimbo, ma tu manifesti tutto compitino e bravobravo dopo essere sceso dal pullman della proloco in piazza Esedra, e ti ritrovi comunque ad avere le telecamere del grande fratello orwelliano praticamente su per il buco del culo, le spese della giustizia dei poveri aumentate, i tempi dilatati nelle cause contro i grandi e veloci in quelle contro i poveracci, i telefoni sotto controllo, la polizia senza controllo. Non ti punge vaghezza che forse la tattica sia quella sbagliata, la strategia sia assolutamente assente e il piano globale inesorabilmente perdente?

Alla struttura di potere non servono alibi per ridurre le libertà individuale (tanto care a Proudhon e a te, mi pare…), lo fanno grazie al disinteresse di persone che hanno fatto della nonviolenza un principio, ma che  - come tu hai molto ben spiegato – sarebbero pronti a prendere le armi qualora uno dei loro tristissimi interessi personali o di corporazione venissero calpestati, come invece quotidianamente si calpestano gli interessi degli altri.

Fammi capire Sostiene Proudhon, tu il tuo tempo libero lo trascorri in giro per la tua città a disarmare poliziotti, carabinieri, guardie giurate e tutto il cucuzzaro, oppure la violenza esercitata dalla struttura di potere ti garba?

Ti garbano le bombe nelle banche, sugli aerei, sui treni, i ragazzini ammazzati dal branco in divisa, quelli freddati sui motorini? Perché a questo punto mi aspetto di leggere delle gesta del Ghandi de noantri che è conseguente ai suoi ferrei principi e le sue incrollabili convinzioni nonviolente.

Hai mai pensato ai lavoratori morti ogni anno in fabbriche e campagne, a quelli che si “suicidano” dopo anni di studio, laureati, costretti a rispondere al telefono per spiegare le ultime promozioni di un figlio di puttana che si arricchisce sulle loro e nostre fragili spalle?

Lasciati dire una cosa: la violenza quando esercitata dalla classe, per motivi di classe, ha classe, bimbo bello.

Privatizzare i profitti e socializzare i costi.

Che magari le famiglie non arrivano a fine mese – grazie soprattutto ai bravi socialisti liberali alla Biagi e Brunetta, venduti e bastardi – ma gli interventi speciali per il salvataggio dell’economia non si fanno garantendo i posti di lavoro e il potere d'acquisto, ma garantendo i privilegi degli sfruttatori dei lavoratori: banchieri, industriali, latifondisti e lobbies varie.

Questo è quello che succede in Italia.

Che quando un’industria ha “problemi” la prima cosa che fa è ricorrere alla CIG o ai licenziamenti. Non si sognano nemmeno di parlare di innovazione, di riconversione, di ricerca.

Naaaaah, l’elemento umano è quello di cui si può fare a meno senza alcun genere di reazione sociale, ormai è assodato: non farebbe altro che prendere uno striscione e mettersi a canticchiare Bella ciao.

Ed è così facilmente sostituibile (molto di più di un sofisticato e costoso macchinario) perché ridotto talmente ai minimi termini dal punto di vista della dignità che è disposto a qualsiasi oscenità pur di consumare, mangiare, rateizzare e esibirsi da qualche parte in televisione.

Comunque, se proprio ci tieni ti concedo la correzione (anche se il link che ho messo mi sembrava abbastanza neutro e di approfondimento) sulla definizione della legge Biagi.

Vuoi chiamarla legge 30? Legge Maroni? Legge Vergine? Legge Leggera? Fatti tuoi.

So solo che che grazie al progetto di Biagi, recepito in toto nella Legge "Chiamala Come Ti Pare E Piace", abbiamo avuto una diminuzione monumentale dei diritti dei lavoratori e un acquisizione sesquipedale dei privilegi dei padroni.

Ma tu sai che così è stata chiamata - Legge Biagi  - durante tutto l'iter di approvazione per costringere quei beoti che avevamo in Parlamento a votarla e i beoti esterni a salmodiare “povero Biagi che è stato ucciso dai cattivoni delle BR, quindi deve essere cosa buona e giusta”.

Francamente a me non è sembrato assurdo che gli sparassero, a dire il vero avrei un lungo elenco che comprende anche un mio ex, un vicino di casa, la tipa che mi ha fatto la manicure ieri (una ciofeca) e il portiere del condominio che mi butta via le pubblicità che portano, che a me piacciono tantotanto.

Insomma, sinceramente non ci ho fatto le feste quando l'hanno steso, ma ti dirò che non ci ho pianto su, così come non mi è dispiaciuto veder crollare le due (o tre) torri a NY, perché chi di guerra e di embargo ferisce interi popoli, di guerra deve perire, e quanto meno comprendere cosa si prova.

Ma io sono onesta a sufficienza da dirlo dove mi si può leggere, e non sottovoce e con la “erre” moscia del tipico rappresentante della nostra “gauche sardine” in salotti o alla tastiera.

E mi dispiace anche informarti e confermarti che Biagi e Brunetta facevano lingua in bocca.

Il fatto che Biagi sia schiattato malamente non ne fa un eroe, lo rende solo una casualty di una delle molte forme - legittime o meno che si percepiscano - che assume la lotta di classe, condotta spesso da compagni disorganizzati, spesso privi di speranze e di prospettive.

Ma se queste lotte fossero combattute anche dai cosiddetti nonviolenti - che hanno di fatto abbandonato ogni senso critico per diventare larve festanti e striscianti nei cortei - i Biagi e i D’Antona, per quanto venduti, per quanto mercenari, non sarebbero stati uccisi, perché qualcuno di intelligente li avrebbe segati nelle sezioni di quartiere prima che diventassero dannosi per il resto della società, e nessuno sarebbe stato costretto a ricorrere a quella che tu aborri come un’aberrazione e che io invece percepisco come l’extrema ratio liberatoria di qualcuno che non sa più a quale compagno - o santo - rivolgersi.

Abbiamo diverse visioni della situazione, sarà che lavoro in un settore dove la tristezza, la disperazione, la percezione di sé come una nullità a cui tutto si può infliggere regnano sovrane.

Niente libertà, niente giustizia, niente uguaglianza, niente di niente.

E ti dirò che queste sono per loro e anche per me “necessità oggettive terribili e nefaste” che giustificano la strada che non sto indicando, ma che potrei un giorno intraprendere, perché la rabbia è tanta e l’impotenza è una sensazione che opprime e umilia.

Facciamo che mi condanni fin d’ora e così siamo a posto. A ciascuno il suo, e il mio, io lo pago in prima persona. La tastiera è solo una piccola parte di una vita complicata, divertente, disperante e - sostanzialmente - pericolosa e pericolante.

Ma che adoro.

Dacia Valent

 

Kilombo, Spb e l'orrendo trollume

 

Ho sempre pensato che il bloggare militante - cioè lo scrivere denunciando con forza le storture del mondo, per quanto questo mondo sia piccolo - sia molto importante.

Ci sono molte maniere par farlo, c’è chi usa un linguaggio pacato, chi scrive cose provocatorie. C’è chi usa la satira, chi invece la rabbia.

Si, in effetti sono molte le maniere.

E di solito chi lo fa - quando decente e coraggioso - milita per davvero, mettendoci la faccia e il culo, mettendoci nome e cognome, mettendoci la vita.

Ecco, in rete c’è una persona che della “denuncia” con ogni “anonimo mezzo necessario” ha fatto la sua missione principale.

Questa persona è un noto troll del nostro piccolo mondo, SPB, che tra le altre cose nella vita ha fatto anche il redattore di Kilombo appropriandosi  all'epoca indebitamente delle mail private degli iscritti per farli traslocare su un coso che ha chiamato Kligg [da dove scrive facendosi passare per tale Mario Franciosa], facendosi finalmente buttare fuori dall'allora redazione per strani maneggi nella gestione degli iscritti e per l’uso disinvolto delle password che concedeva a varie amichette.

Leggete anche i commenti dei post di Terrorpilot, che sono davvero esilaranti.

E ricordate di fare attenzione, perché fa l’informatico di professione, l'SPB, e non vorrei che usasse i vostri account per fare le sue solite porcherie, quindi, se potete, cambiate le password e controllate i logs periodicamente.

SPB è dunque un blogger molto ma molto militante e denuncia un sacco di persone, dal basso del suo anonimato.

Ha - per esempio - creato un fake blog, frequentato da altre ex redattrici di Kilombo, che per nostra fortuna hanno fatto i bagagli e si sono auto-gettate nella spazzatura, Ladytux e Samie, [Allah Gratias si sono levate dalle balle 'ste due idiote], per torturare (e lo dico letteralmente) un collega, Spartacus Quirinus, prendendolo crudelmente per il culo per la sua età avanzata (ma neanche tanto che fra poco ti raggiungo Claudione, spetame toseto).

È dietro la creazione di fake blog su di me e sui miei figli, che definire pornografici e diffamatori sarebbe un cortese eufemismo e la manipolazione di registrazioni telefoniche realizzate durante alcune delle chiamate moleste che mi faceva quella pazza squilibrata che si tira dietro, una delle partecipanti alla sua minisetta delirante.

È dietro la creazione di fake blog su Tisbe, Weblogin e molti altri ancora, insieme  a gentaglia delle risma di Sebastiano Salis aka Korvo Rosso, Mario Paravano aka Pensareinprofondo, e al paio di totali cretinette – anche loro ex redattrici di Kilombo [ché il diritto di voto universale dovrebbe essere rivisto, eccheccazzo] - di cui mi occuperò se continuerò a leggere commenti anonimi sui loro blog a proposito della mia famiglia e dei miei morti.

È dietro la creazione di vari troll che si accaniscono su persone malate, in particolare sulla nostra compagna e sorella Tisbe, preoccupata per il cancro che potrebbe divorarla, in social network come OKnotizie, ZicZac, Kipapa, dove con nick come Lorix, Oscargatto - oppure facendo intervenire "Stefania" (la sua complice, tale Barbara Albertoni, professoressa in quel del Liceo Linguisitico Manzoni di Milano, che lo usa come "ebreo di servizio" per far credere che lei non è antisemita) ma altri ancora, che questo non c'ha un cazzo da fare tutto il giorno.

E tutto questo senza firmarsi mai. Con il suo nome.

Ora, io sono convinta che quando uno è così attivo sia il caso che il suo nome e cognome compaiano in calce ad ogni suo intervento, come ad esempio questo:

<!--[if gte vml 1]> <![endif]--><!--[if !vml]--><!--[endif]-->

Sir Percy Blakeney, May 16th, 2008 at 1:08 pm

@Ritvan: Non esagerare, gli Albanesi un “Popolo” caso mai come testimonia Darwin sono un accozzaglia di bestie destinate al massimo alla pastura.
Non vi siete evoluti, siete rimasti all’epoca della pietra, siete solo l’anello mancante tra pulci e zecche e basta e come tali dovete essere trattati, con l’utilizzo massiccio di Baygon
.

E l’argomento zecche (l’appellativo che i fascisti romani appioppano ai comunisti…) era già presente quando parlava [sempre nel blog della squilibrata, perché lavorano in coppia, anche se lui non glielo da manco dipinto…] dei palestinesi e della “grandezza” di Oriana Fallaci.

Ecco, io voglio che tutti sappiano chi si cela dietro il “coraggioso e pugnace blogger primula rossa”, Sir Percy Blakeney, che riesce a ricoprire molteplici ruoli: dalla donna leghista, al cattolico tradizionalista, passando per l’ebreo pieno di morti in qualche campo di concentramento (a volte sono 15, altre 8) che giustifica l’antisemitismo di quella porcona nazi della Albertoni.

Suppongo che questo proliferare di personalità alternative, nel caso di Michael Carol Giovan Eckstein, sia un chiaro sintomo di assenza di personalità, insomma, andrebbe visto, ma da uno bravo.

E allora, si, ve lo regalo, perché si tratta di legittima difesa, per tutti noi.

Si chiama Eckstein Michael Carol Giovan, è nato in Libia il 23/12/1966, risiede in Como, alla via Indipendenza n. 33. E ci metto pure il codice fiscale: CKS MHL 66T23 Z326E.

Una personcina buffa buffa, di cui potete leggere qui, sul sito del giornale ciaocomo, dove ci raccontano delle sue peripezie di bancarottiere, proprio così:

"Bancarotta dell'azienda di famiglia, ecco la condanna: sei anni
venerdì 26 ottobre 2007
Colpevoli di bancarotta per distrazione. Così hanno deciso oggi i giudici di Como (presidente Bianchi, a latere Angiolini e Lo Gatto) che hanno inflitto oltre sei anni di reclusione (da dividersi quasi equamente) a due coniugi titolari della Lbw srl di Como, dichiarata fallita nel giugno del 2002. Si tratta di Michael Eckstein, 41 anni, nato a Tripoli, ma comasco a tutti gli effetti, così come pure la moglie Elaine Alves Monteiro, 39enne, nata in Brasile. Tre anni e nove mesi per lui, due anni e sei mesi di reclusione per la donna. Secondo le contestazioni della Procura, i due avrebbero prelevato dalle casse già dissestate oltre 60.000 euro per fare acquisti del tutto estranei alla ditta. Erano anche accusati di aver fatto sparire le scritture contabili."

Oppure qui dove scopriamo che per un ignoto motivo (ma me lo diranno prima o poi e ve lo racconto) lui e la su’ mamma, tale Luridiana Antonia, erano intercettati nell’affaire Moggi.

E lo faccio perché il coraggio è tale solo quando accompagnato dall’identità del coraggioso per una giusta causa. Possono esistere eroi anonimi,  ma non può essere definito coraggio quando gli “atti di eroismo” consistono nella diffamazione sistematica, nell’intimidazione, nella minaccia fisica.

Per me il Michelino può denunciarmi per la diffusione dei suoi dati, ma questo atto è semplicemente porgere a tutta la rete (e anche ai comaschi che ha diffamato sul suo blog) la possibilità di difendersi da questo immenso bastardo senza cuore e senza palle.

E comunque, come per la Mastercard, questo outing “non ha prezzo”.

E adesso, abbaia alla luna, pirla.

Ma sappi che con gli animali come te e i tuoi amici (tutti ampiamente citati) non faccio negoziati né concedo sconti: giornale arrotolato dato sul muso, e farvi ingollare un po’ delle vostre deiezioni quotidiane è il metodo per educarvi. Maiali. E, naturalmente, Scrofe.

Dacia Valent

L'Obama de' noantri

 

Facciamo che vi leggete questo ragazzino, Ermes, del blog ilpopolosovrano su splinder, assolutamente favoloso, e che vi ascoltate la parodia della canzone che un demente totale, Andrea Vantini, ha composto in onore del disonore di questo paese.

Quanto mi piacerebbe leggere un "negrologio" che mi rassicurasse sull'esistenza di Dio, perché se questa immensa merda che una massa di idioti ha messo alla "guida" del paese, continua a vivere, beh, i miei dubbi comincio seriamente ad averli.

Dacia Valent

Guerrilla Radio arrestato

Chiedo scusa, ma si tratta di fatto urgente. Vittorio Arrigoni, il nostro compagno e collega www.guerrillaradio.iobloggo.com è stato arrestato dalla marina israeliana. Per il momento sta bene, ma dobbiamo mobilitarci tutti per riportarlo sano e salvo a casa.

Qui potete prelevare il banner per la sua liberazione (liberamente adattato da una vignetta della grandissima Omayya) e questo è l’indirizzo mail della segreteria dell’ambasciatore di Israele: amb-sec@roma.mfa.gov.il.

Questo coraggioso kilombista, uno di quelli che non si limita solo a scrivere come me, adesso è in custodia della polizia più “democratica” del Medioriente, quella che arresta bambini e stupra le donne.

Lui non era in Israele, da dove è stato espulso nel 2005, dopo adeguate sessioni di tortura, naturalmente democratica, ci mancherebbe.

Si trovava su un peschereccio con altri attivisti ad aiutare i pescatori di Gaza a portare da mangiare alle famiglie sotto assedio ed embargo, senza alcun geenre di aiuto dalla comunità internazionale, tutta compresa a commemorare stragi lontane fregandosene di quelle attuali.

Insieme a lui sono stati arrestati 14 pescatori palestinesi che subiranno il carcere duro, la tortura, e i cui pescherecci sono stati distrutti (sia mai che si mettano in mente di nutrire la gente che soffre la fame, no?) e altri due attivisti, uno scozzese e uno americano.

Vi prego, scrivete tutti quanti, mobilitiamoci, per tutti loro. Mandate mail all'Ambasciata e scrivete commenti sul suo blog. Vi prego. Uno di noi ha bisgno di noi.

Io resto in contatto con l'unità di crisi del MAE per saperne di più, sperando che non gli facciano del male anche questa volta. E molto dipende anche da noi.

Se avessi aggiuornamenti farò altri post (sperando che il rigorso Spartacus non li cassi).

Dacia Valent

Ronde Rosse ovunque

 

Non ho mai capito per quale motivo siamo pessimisti.

Riusciamo a cogliere solo il lato negativo delle leggi che questo parlamento notaio vidima all’iperattivo governo fascista che ci ritroviamo.

Vi faccio un paio di esempi:

ve lo ricordate Maroni che si augurava la “creatività” dei sindaci a cui aveva appena concesso “superpoteri”?

Ecco, i sindaci di sinistra, che sembrano educati da Pavlov, mica si sono posti il problema di come affrontare creativamente e da sinistra la questione.

Sulla droga avrebbero potuto migliorare l’illuminazione nelle zone dove agiscono gli spacciatori, creare percorsi alternativi per i ragazzi, coinvolgere le associazioni cittadine nella prevenzione, creare sinergie tra studenti, genitori e istituzioni per offrire alternative al nulla che la provincia offre ai giovani.

Sui barboni (che chiamarli clochard fa tanto fighetto, ma visto che abbiamo il nostro termine, usiamolo) avrebbero potuto destinare qualcuna delle decine di proprietà comunali per dare loro finalmente un tetto, costituendoli in cooperativa di gestione.

Sui Rom avrebbero potuto individuare aree da concedere in comodato a cooperative di costruzione, tanto questa cosa del nomadismo ormai regge solo nella testa bacata di qualche fascista.

Sulle prostitute, avrebbero potuto dare loro la possibilità di gestire il loro business in prima persona, gestendo il proprio corpo senza un intermediario, favorendo la costituzione - anche qui - di cooperative di servizi, che avrebbero pagato una tassa comunale atta a finanziare magari gli asili nido o centri per anziani.

Ma no, era più facile accodarsi al peggior becerume di destra, facendo a gara a chi la faceva peggiore. Suppongo per fare contento il “pubblico sovrano” che a chiamarlo popolaccio gli si fa ormai un complimento a questa mandria felice di andare al macello.

Oppure le classi separate per i bambini immigrati.

Ma dico, li avete mai sentiti parlare i bambini bresciani, bergamaschi, napoletani, friulani o sardi? Perché riservarle solo ai piccoli stranieri? E che è, sono per caso i figli dell’oca bianca? A tutti i bambini di regioni fortemente “dialettizzate” dovrebbe essere riservato un posto in quelle classi. Sosteniamo questo principio, che è quello giusto.

E via dicendo.

Perché parlo di questo?

Per dirvi che a me l’emendamento Bricolo (Lega Nord Padania Libera e Bella ecc. ecc.) piace parecchio. Ecco cosa dice:

«Gli Enti locali, previo parere del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, sono legittimati ad avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini al fine di segnalare agli organi di polizia locale ovvero alle forze di polizia dello Stato eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale e cooperare nello svolgimento dell'attività di presidio del territorio»

Perché da la possibilità di organizzarci. In maniera seria. Nelle ronde rosse.

Dove sta scritto che le ronde debbano essere composte solo di scimmioni padani?

Tutte le associazioni democratiche presenti sul territorio dovrebbero fin d’ora costituirsi formalmente (bastano i documenti di tre aderenti [che delegano uno di loro, quindi non sarebbe nemmeno necessario esser presenti tutti alla costituzione], uno statuto completo di carta costitutiva e circa 200 euro e la si può costituire evitando le spese notarili, direttamente alla Direzione delle Entrate della vosra città), nonché stilare un progetto e proporsi come “cittadini volenterosi”. Essere pronti fin d'ora a presentare il progetto.

Parliamo con i compagni, spieghiamo loro il nostro progetto, coinvolgiamo tutti e facciamo che le ronde difendano gli indifesi, parlino per chi non può parlare, filmate la polizia quando vessa gli immigrati, i gay. Filmateli mentre distruggono le baracche dei poveracci, buttando via le loro poche cose che così tanto sono costate. Mettete su siti web dove pubblicare i vostri filmati e fotografie e fate comunicati stampa quando avete materiale da presentare e offritelo gratuitamente.

Chiediamo agli oratorii l’uso delle loro palestre per l’addestramento, collaborate tra di voi: quelli che hanno esperienza paramedica spieghino la loro materia, quelli che sanno come si gestiscono le situazioni di crisi di tossicodipendenti istruiscano gli altri, quelli che gestiscono anziani spieghino come fare ai nuovi colleghi e compagni di ronde, quelli che hanno svolto volontariato in ambito della dissuasione alla prostituzione si diano da fare per trasmettere la loro conoscenza.

Quelli che hanno esperienza militare addestrino tutti ad un codice, che non è il fascista “Dio, Patria e Famiglia”.Quello lo lasciamo ai dementi che ci governano e ai loro leccapiedi.

Non quello. Questo invece:  Tutto, ma tutto, il potere al popolo.

Addestriamoli al confronto corpo a corpo, alla disciplina, insegnare loro come affrontare compatti le cariche delle forze della struttura di potere, spiegare come difendersi dai gas lacrimogeni, come affrontare gruppi organizzati dell’altra parte, come difendere gli indifesi.

Ma, soprattutto, quelli che possono facciano teoria, molta teoria. Si ritorni al sano confronto ideologico. Si rileggano i testi comunisti, e si impari la dialettica marxista di nuovo, il rigore della ricerca, il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà.

Come non ringraziare la Lega che ci consente di riorganizzarci militarmente, e sotto l’egida del loro bislacco “stato di diritto”? Direi che siamo molto più fortunati dei compagni degli anni ’70. Quello che faremo lo faremo con il timbro del comune.

Ecco perché non mi oppongo all’emendamento, anzi, lo sostengo con tutta me stessa. E dovreste farlo anche voi.

Dacia Valent

 

Bruciamo le città

 

Ma  voi, dico proprio a voi, non vi siete stancati di "essere responsabili"?

Assistiamo alla diminuzione dei diritti acquisiti dai lavoratori grazie a leggi sponsorizzate dall’intera classe politica (la legge 30) e sostenute sul cadavere di un infiltrato liberista che sta ancora facendo girare Di Vittorio e Giugni nelle tombe come Biagi (mai eliminazione militante fu più antipatica, ma giustificata per il bene del paese), su cui Scajola aveva ragione da vendere: perché mai dare la scorta a un coglione venduto, che l’aveva fatto solo per la scorta (e la carriera)?

Assistiamo allo smantellamento del diritto acquisito - con lotte epiche e feroci - il diritto allo studio, che consentiva anche al figlio dell’operaio di “diventare dottore”, esattamente come non vorrebbe l’attuale classe dirigente del paese, Berlusconi in testa.

Assistiamo ai rastrellamenti etnici nelle città (dai quartieri agli autobus, dai call centre ai ristoranti etnici) e all’impedimento del proprio culto per un’unica religione, quella musulmana, esattamente come succedeva durante il ventennio, contro gli ebrei e i testimoni di Geova, e alla nostra demonizzazione sugli organi di stampa.

Assistiamo all’assoluzione dei vertici dell’apparato repressivo dello “Stato”, lo stesso che durante il ventennio aveva sulle mostrine il fascio, la Polizia, in cambio delle condanne di quei crumiri del diritto (e Pasolini mi perdoni) – perché volenterosi di menare le mani - che comunque non avrebbero potuto opporsi alle direttive impartite dai capi, pena la perdita del lavoro, unendo il dilettevole (menare “négher” e “zecche”) all’utile (mettere in busta qualche soldo in più per gli “straordinari sanguinari”).

Assistiamo all’indottrinamento delle masse alla totale ignavia e stupidità grazie a sofisticati mezzi di comunicazione di massa, perché non si tratta più di cose grossolane come La difesa della Razza oppure de Il Tevere, ma di talk show seguiti da milioni persone dove si demonizza l’altro in sua assenza, o magari invitando il più sfigato degli sfigati a rendersi ridicolo personalmente e rendere pericolosi i suoi compagni o fratelli.

Assistiamo all’abbrutimento dei nostri vicini di casa e di banco, deprivati di ogni forma di cultura, menati per il naso a menare i più deboli tra loro, per avere sollievo dalla tortura a cui le sottopongono quotidianamente: mutui ormai impagabili, precariato sia sul lavoro sia nella scuola, trasporti e viabilità impraticabile. Povertà insopportabile che – incredibilmente – li mette contro gli altri poveri e non contro i padroni. Tipico, vero?

Ma dobbiamo assistervi con grande senso di responsabilità.

Ricordatelo tutti voi, dobbiamo essere colorati e festanti e dialoganti e nonviolenti. E se ci picchiano, ci torturano, ci umiliano, ci uccidono, dobbiamo - sempre responsabilmente – fare ricorso alla magistratura che, ancora più responsabilmente di noi, assolverà chi ci ha picchiato, torturato, umiliato e magari anche ucciso.

E stranamente quelli che ce lo chiedono (ce lo impongono, prendiamone atto) dalle pagine dei giornali e telegiornali patinati e iper-finanziati dei padroni sono gli stessi che dai loro ciclostilati negli anni tra il ’67 e il ’78 spiegavano al movimento di allora come preparare le molotov e chiamavano alle armi.

Oppure sono quelli che sui giornali della sinistra odierna si raccomandano che le manifestazioni siano colorate, pacifiche e nonviolente, (e quando lo sono se ne compiacciono, scodinzolando sotto la mensa del padrone), quando invece i loro “padri partigiani” sotterravano le armi nei fondi, per essere pronti alla rivoluzione, se necessario. Come oggi, ad esempio.

Ma soprattutto, tutti (destra e sinistra) chiedono responsabilità solo ai negletti, ai poveri, agli sfruttati. E voi, tutti giù a dire che “saremo responsabili”, e che cerchiamo il dialogo e che Ghandi è e rimarrà l’esempio di lotta a cui ci rifacciamo.

Ma state scherzando?

Pare di no. Ed è molto triste.

Non possiamo essere rabbiosi di fronte al depauperamento di ogni nostro diritto, oppure manifestare maleducatamente, né lanciare sampietrini, né bruciare cassonetti, né spaccare vetrine, né sparare.

Anzi. Dobbiamo sempre (e per sempre?) essere responsabili.

Se fossimo Neri dovremmo essere grati di essere stati picchiati come bestie in pubblico e capire che ci sono altri neri che ci rovinano la reputazione.

Se fossimo Rom dovremmo essere grati del fatto che qualcuno bruci le nostre roulotte e i nostri figli, perché vorrebbe dire che abbiamo un posto micragnoso in uno dei lager a cielo aperto dove ci fanno vivere.

Se fossimo Gay e Trans, dovremmo convocare i Pride specificando che il dress code è “giacca e cravatta”, che si dovrebbe ballare la polka e che gli slogan dovrebero essere in perfetto trimetro giambico al fine di evitare di scandalizzare la “gente perbene”.

Se fossimo musulmani dovremmo ringraziare Allah della concessione della preghiera in mezzo alla strada o al limite in qualche sottoscala, perché non avremmo diritto ad una minuscola Moschea dove fare vita comunitaria come la religione impone e consente, e ringraziare con i lucciconi agli occhi se qualche prete ci consente l’uso dell’oratorio e comprendere i passeggiatori di maiali.

Dovremmo farlo manifestando “in fila per 6 e con il resto di due”, naturalmente, facendo grandi manifestazioni, sempre pacifiche e colorate, che consentano ai bastardi di dire che in Italia il dissenso c’è e si vede. Perché è un paese democratico. Quasi.

Dovremmo scioperare negli orari in cui il servizio che forniamo non disturbi il manovratore e gli altri lavoratori non si sentano vessati, ché poi quando tocca a loro e li mandano a cagare non ricordano che hanno criticato altri come loro, ché la solidarietà non vuol dire fare l’elemosina, ma empatia nelle lotte, nel riconoscersi tra uguali con uguali necesità e priorità: uguaglianza e libertà, esattamente in quest’ordine.

Dovremmo firmare ogni pezzo di carta umiliante che il padrone ci porge, pena l’accusa terribile in questo paese di irresponsabilità.

Dovremmo porgere non solo l’altra guancia, ma le guance dei  nostri figli e dei figli dei nostri figli, le guance di tutte le nostre generazioni future.

Ma non è giusto dire che non esiste libertà d’espressione e di riunione in Italia, non parliamo di “dittatura dolce” e nemmeno di “nuovo ventennio”, non diciamo assolutamente di far parte di un popolo di servi e di vigliacchi amorfi. Sono cose che non si dicono. Perché non sarebbe responsabile.

E ricordiamoci di non bruciare cassonetti, di non spaccare vetrine, di non gettare sampietrini, di non fare picchetti, di non bruciare bandiere, di non fare casini quando ti menano i fascisti altrimenti saresti un “vittimista”, e ricordarsi, che la giustizia vera si fa chiamando il Gabibbo e non i tribunali.

Ricordatevi che le cose si fanno bipartisan anche: più fascisti ci sono tra di noi, più responsabili siamo, e se proprio vi menano, registrate col telefonino e mandatelo a Chi l’ha visto, per denunciare che voi siete i buoni e gli altri i cattivi.

Quante cose ti chiedono il governo di destra e l’opposizione di sinistra, che definire Quisling sarebbe un complimento.

Non siete ancora stanchi?

Io si.

Stanca lo sono a un bel po’, e questa cosa la pago cara, carissima, in termini di diffamazione e  minacce di morte in rete e nella mailbox.

Ma voi, dico proprio voi, non lo siete adesso?

Non siete stanchi del “dialogo” a ogni costo? Perché dialogare con questi quando in realtà dovremmo prendere in mano il nostro destino di lavoratori, di studenti, di donne, di minoranze etniche e religiose?

Non dobbiamo più cercare le “tavole rotonde”. Dobbiamo abbandonare i sindacati, questi sindacati. Dobbiamo rivendicare ogni nostro piccolo diritto coordinandoci con i compagni e fratelli, con le compagne e sorelle, che su altri fronti conducono le nostre stesse battaglie. Non sono importanti i motivi, l’importante è la formazione, l’importante è l’ideale. L’importante è l’ideologia.

In questo paese avremmo i mezzi per farlo. E dobbiamo farlo. Dalle lotte di chi può, di chi ha voce anche i senza voce, i senza nulla potranno avere ciò che ognuno di noi dovrebbe avere.

Sarebbe il caso di dire qualche parolaccia in più, di incazzarci, di dimenticare i cortei festanti e farne di rabbiosi, di ricordare che il nostro nemico sono i padroni e i fascisti, di dimenticare le buone maniere bipartisan e rifiutare le assimilazioni con quella feccia fatta solo sulla base di considerazioni tattiche.

Noi abbiamo bisogno di strategia, non di tattiche futili e gradite alla struttura di potere.  Abbiamo bisogno di una direzione strategica e ideologica che ricompatti il paese reale, su basi ideali. Su basi ideologiche.

Perché è vero che dobbiamo sollevarci. Ma contro le persone giuste.

Che sono quelle ingiuste.

Dacia Valent

Kilombo infiltrati neonazifascisti in redazione?

La nuova redazione di Kilombo ha incassato un premio da un portale dell’estrema destra neonazifascista, da dove Roberto Sandalo, oggi in prigione per gli attentati contro le minoranze etniche, immigrati e Moschee nel nord Italia faceva i suoi proclami e con uno speciale codice chiamava a raccolta i suoi “soldati”.

La tonnara (Manifestazione Nazionale 15/11)

 Ogni tanto lo faccio, perché è bene ricordarsi dove si vive e chi sono le persone che ti respirano accanto. Solo ogni tanto.

Certo, una spera che a cascare nella tonnara siano solo sempliciotti ma ogni tanto ci si ritrova qualche squalo alla Paolo Granzotto o Roberto Fiore, e si rassegna al fatto che davvero questo paese dovrebbe essere destinato – per quanto riguarda la parte cosiddetta umana – a scomparire, se non altro per questioni di estetica.

A scanso di equivoci, penso esattamente quello che ho scritto, ed esattamente nei termini in cui l’ho scritto. Fatevene una ragione, sono la parte migliore di questo paese, e solo per ragioni di colore.

Non potete continuare a pretendere che dopo vent'anni noi si continui a porgere l'altra guancia (a proposito... non ne abbiamo più) solo per aspettare che voi vi svegliate.

Prendetene atto: l'unica manifestazione anticamorra a Napoli l'abbiamo fatta noi. Di solito voi difendete gli arrestandi e gridate cose incomprensibili (ma che fanno tanto etnico) in televisione.

Leggo tra i commenti che io sarei triste e depressa per quello che avete fatto alla mia famiglia: nemmeno un po'. Vivo benissimo sapendo che noi siamo i nuovi partigiani e chiunque ci discrimini, ci faccia sentire meno di quello che siamo sono i fascisti veri.

Perché, se non ve ne foste resi conto, in Italia vige per legge l’apartheid. Dal voto negato a contribuenti di origine straniera alle scuole, dai permessi di soggiorno, alla differente legislazione in materia penale o amministrativa. Fino all’erogazione degli assegni di solidarietà (dalla pensione alle varie indennità).

Dire che gli italiani sono razzisti è un complimento, perché per esserlo bisognerebbe avere un minimo di intelligenza e di capacità di teorizzarlo il razzismo. Qui siamo al “ma come sei razzista, brutta scimmia negra”. Cioè, una cosa certo esilarante ma tristissima.

Ed è per questo che ritengo necessaria una manifestazione nazionale.

Non chiedo a nessuno di convocarla insieme a me. Non mi interessa mettere in piedi un “cartello” di associazioni o personalità.

Me la convoco da sola e da sola me la gestisco.

Una manifestazione a cui voglio solo la partecipazione di queste coraggiose sagome da tastiera. Venitemele a dire in faccia queste cose, vi aspetto tutti, da Roberto Fiore agli svariati falchineri,  dai giovani leghisti ad Azione Giovani, da Paolo Granzotto a qualsiasi altro razzista del cazzo sia intervenuto sul mio blog o sui giornali: vi faccio il culo a tutti. Uno ad uno o tutti insieme, famiglie comprese.

Sabato 15 Novembre ore 16.00 - Piazza Ss. Apostoli – Roma

Comizio di Dacia Valent

Argomento: Fascisti carogne, tornate nelle fogne

Tanto sono meglio io. Ma giusto perché sono la parte migliore di questo paese: italiana e nera.

Fottetevi, e poi pagatevi, troie. Tanto 5 euro sono pù che suficienti sufficienti, il resto consideratelo mancia (chiedete a mammà)...

Dacia Valent

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